News per Miccia corta

11 - 03 - 2009

A Belfast tra graffiti e bandiere dell'Ira ritorna lo spettro della guerra civile

 

(la Repubblica, mercoledí, 11 marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

L'attentato rivendicato dalla "Continuity Ira", un gruppo formato da meno di 100 uomini

 

Gerry Adams, leader del Sinn Fein, sott'accusa: ha evitato di usare la parola "omicidi"

 

 

ENRICO FRANCESCHINI

 

 


Lo hanno ucciso in una notte come questa, in questa strada perennemente laccata di pioggia. Adesso sulle case del quartiere sventola il tricolore irlandese, un'alzabandiera con un messaggio feroce.

 

Significa che celebrano l'omicidio di un poliziotto, avvenuto lunedí notte in questo bastione di irriducibili repubblicani, come una vittoria. E' lo stesso crudo messaggio dei graffiti freschi di vernice su Falls Road, la via degli indipendentisti, a Belfast: «Fuck you and your pizza, Brits out». Andate a farvi fottere, voi e la vostra pizza, fuori i britannici: la scritta comparsa dopo l'agguato di domenica in cui hanno perso la vita due soldati, usciti di caserma per ricevere la cena portata a domicilio dai fattorini di Domino Pizza. Con estrema celeritá , ieri la polizia ha arrestato un uomo di 37 anni e un ragazzo di 17 in connessione con la morte dell'agente. Ma due attacchi in 48 ore resuscitano sull'Irlanda del Nord lo spettro che sembrava fugato per sempre: quello dei «Troubles», trent'anni di guerra civile, 3600 vittime, un lungo ciclo di vendette.

 

«Questi assassini stanno cercando di distruggere un processo di pace che ha portato benefici e progresso, non permetteremo loro di riuscirci», assicura da Londra il primo ministro Gordon Brown. «E' una battaglia tra classe politica e diabolici criminali, e vincerá  la classe politica», promette Peter Robinson, primo ministro del governo autonomo nord-irlandese, leader della maggioranza protestante, monarchica, unionista. «Sono traditori dell'isola d'Irlanda, hanno tradito i desideri, le speranze e le aspirazioni di tutti», gli fa eco Martin McGuinness, vice-premier del governo autonomo, ex-comandante in capo dell'Ira e uno dei leader della minoranza cattolica, repubblicana, indipendentista. Eppure le bandiere tricolori e gli slogan sui muri indicano che il consenso agli autori dei due attacchi potrebbe essere piú diffuso di quanto dicano le dichiarazioni dei dirigenti politici.

 

La «Real Ira», ossia «vera» Ira (acronimo di Irish Republican Army, l'esercito clandestino indipendentista che ha accettato gli accordi di pace nel 1998 e deposto le armi nel 2005), la fazione estremista da sempre contraria alla trattativa, che nel "˜98 fece 29 morti con una bomba e ha rivendicato l'assalto a colpi di mitra di domenica davanti alla caserma di Massereene, 25 chilometri a nord di Belfast, conta secondo gli esperti su non piú di un centinaio di uomini. La «Continuity Ira», l'Ira della Continuitá , il gruppo che ha rivendicato l'assassinio del poliziotto lunedí sera a Craigavon, 25 chilometri a sud-ovest di Belfast, ne ha ancora meno. «Sono frange disperate, infiltrate da criminali comuni», dice il capo della polizia locale Hugh Orde, riconoscendo peró che le loro azioni «ricordano come un piccolo gruppo di gente determinata stia diventando piú pericoloso». Sono stati, in effetti, i primi morti in oltre un decennio in Irlanda del Nord.

 

Ammonisce Richard O'Rawe, un ex-comandante dell'Ira: «Puó essere una nuova alba. Il successo che hanno ottenuto puó incoraggiarli».

 

Fermarli pone due questioni. La prima è di sicurezza. Le fazioni estremiste dell'Ira avevano provato altre volte a uccidere, fallendo. Perché stavolta ce l'hanno fatta? Qualcuno parla di misure di protezione inadeguate attorno alle caserme dell'esercito, pattugliate da agenti armati solo di pistola. Altri chiedono maggiori risorse. Le trappole orchestrate dai terroristi erano semplici: monitoravano il ristorante dove l'esercito ordinava la pizza, vicino alla base, e hanno seguito i fattorini; hanno attirato i poliziotti nell'enclave repubblicano di Craigavon con la telefonata di una donna impaurita da «movimenti sospetti».

 

Occorre fare di piú, dicono i veterani del conflitto, senza esagerare: riportare l'esercito nelle strade, infatti, farebbe il gioco degli estremisti e darebbe loro maggiori bersagli. C'erano 30 mila soldati nella regione all'apice del conflitto, oggi sono meno di 5 mila: l'ordine dev'essere mantenuto dalla polizia, non dai militari.

 

Il secondo problema è politico. Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, il partito cattolico, braccio politico dell'Ira quando questa stava in clandestinitá , è accusato di non avere condannato abbastanza nettamente gli attentati. Non ha pronunciato la parola «omicidio». Ha criticato la polizia per avere richiamato in servizio un reggimento di spie militari: «L'uso di queste unitá  ha portato in passato alle stesse sofferenze ora subíte dai familiari dei soldati uccisi». Un'equiparazione tra spie militari e terroristi che indigna il Times di Londra. «Chiediamo ai nostri attivisti di collaborare con la polizia per trovare i responsabili degli attacchi», ha detto Adams, e questa è una svolta per gli indipendentisti; «ma l'esercito britannico - ha aggiunto - non è benvenuto dai repubblicani, dai patrioti, dai democratici».

 

Il sangue versato, insomma, scopre la foglia di fico degli accordi di pace del ᯿½98: le due parti governano amichevolmente insieme nel presente, ma sono in totale disaccordo sul futuro. La maggioranza protestante vuole restare nel Regno Unito; la minoranza cattolica vuole la riunificazione con l'Irlanda. Per le persone di buon senso, è un disaccordo obsoleto: non ci sono barriere di confine sull'isola divisa, Irlanda e Irlanda del Nord (in quanto parte della Gran Bretagna) sono giá  unificate dall'appartenenza all'Unione Europea. Ma gli estremisti sono privi di buon senso, e ce ne sono non solo tra i cattolici.

 

«An eye for an eye, back to war», occhio per occhio, torniamo alla guerra, ha scritto una mano protestante su un muro vicino alla caserma dei soldati uccisi. La prima risposta ai graffiti di Falls road. Sará  l'ultima?

 

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