News per Miccia corta

10 - 03 - 2009

Il terrore ritorna a Belfast. Ma la pace «non è a rischio»

 

(Liberazione, martedí, 10 marzo 2009)

 

 

 


 

Il processo di pace in Irlanda del Nord è «incrollabile» ha dichiarato ieri il Premier britannico Gordon Brown, durante la visita alla caserma di Massereene, ad Antrim, a nord ovest di Belfast, luogo dell'attentato rivendicato dalla Real Ira , uno dei gruppi dissidenti e scissionisti dell' Irish Republican Army , che sabato sera, ha ucciso due militari britannici del genio, Mark Quinsey e Patrick Azimkar di 23 e 21 anni, e ferito altre quattro persone. I dissidenti repubblicani hanno invece reso noto ieri che quello di sabato è solo il primo di una nuova ondata di attentati. Sono mesi che Real Ira e Provisonal Ira (altro gruppo dissidente repubblicano nordirlandese) tentano di portare a termine un'azione terroristica in grande stile. Per questo il livello della minaccia terroristica in Ulster è nei giorni scorsi passato da "sostanziale" a "severo". Nonostante questo i militari britannici sono stati colti di sorpresa dall'attentato. Nella caserma di Massereene sabato sera i soldati del 38esimo Engeneering Regiment, pensavano solo al viaggio che di lí a poche li avrebbe portati ad Helmand in Afghanistan, per una missione considerata pericolosa. Avevano indosso le mimetiche con cui avrebbero preso l'aereo per la base afgana. Le consegne del sabato sera del Domino Pizza's di Church Street, erano normale routine. Poco dopo le 21.30 ora locale, Anthony Watson, 19 anni ed il suo collega polacco impiegato per le consegne dalla pizzeria, feriti nell'attentato, erano davanti alla prima barriera della caserma con i pacchetti fumanti. A questo punto sono entrati in azione gli uomini della Real Ira, aprendo il fuoco da un auto sui soldati e sui dipendenti di Domino Pizza's, considerati "collaborazionisti", per poi finire le vittime con colpi esplosi a distanza ravvicinata. Un'esecuzione.

In visita a Belfast, Brown ha incontrato, dopo la visita alla caserma teatro dell'attentato i leader dell'Irlanda del Nord. I colloqui hanno l'obiettivo di scongiurare che l'attentato, il piú grave da dieci anni a questa parte, non cancelli i progressi raggiunti con il cosiddetto accordo di pace del Venerdí Santo, siglato tra cattolici e protestanti filobritannici nel 1998.

Gerry Adams, capo dello Sinn Fein , principale partito repubblicano del paese, di cui l'Ira fu braccio armato, ha definito «sbagliato e controproducente» l'attentato, sottolineando che è stato portato a termine da gente «che non ha sostegno nè un piano per l'Irlanda unita», senza tuttavia esprimere cordoglio o emozione per le vittime. Cosa che, ieri ha suscitato reazioni di stizza sulla stampa britannica.

Se l'attacco è uno shock per la popolazione dell'Ulster, che per la stragrande maggioranza, circa il 90%, sostiene di averne avuto abbastanza della guerra civile, che per trent'anni ha insanguinato il paese, non si tratta, per i militari e gli agenti dei servizi segreti britannici, di un fatto inaspettato.

La ripresa delle attivitá¡ della Real Ira contro "obiettivi legittimi" era stata annunciata da oltre un anno. L'attacco alla caserma è stato sferrato 36 ore dopo l'annuncio da parte del capo della polizia dell'Irlanda del Nord, Sir Hugh Orde, dell'arrivo nel paese, su sua richiesta, di corpi speciali dell'Mi5 (servizi segreti interni britannici), proprio per contrastare la ripresa di attivitá¡ da parte dei gruppi dissidenti repubblicani. Ma su questo punto, poche ore prima dell'attentato, lo stesso Adams, considerato dai dissidenti un venduto, aveva parlato di «enorme errore» da parte di Orde riportare nella zona «unitá  in borghese dell'esercito britannico».

fra.marr.

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