News per Miccia corta

06 - 03 - 2009

L`opera d`arte non è mai neutra. Antigone attorno alle polemiche sul film tratto da Miccia corta

 

(Aprileonline.info)

 

Patrizio Gonnella*

 

 

 

Il Corriere della Sera ha dato voce nei giorni scorsi a tutti coloro che si sono schierati contro il film tratto dal libro di Sergio Segio che racconta la sua militanza in Prima Linea. Per opporsi al contributo dato dallo Stato e il conseguente patrocinio del Comune di Milano sono stati utilizzati gli argomenti piú vari. Ma le polemiche nascondono un'altra veritá : una idea vendicativa della pena



Il Corriere della Sera ha dato voce nei giorni scorsi a tutti coloro che si sono schierati contro il film tratto dal libro di Sergio Segio che racconta la sua militanza in Prima Linea. Giudici e parenti delle vittime hanno contestato il contributo dato dallo Stato e il conseguente patrocinio del Comune di Milano. Quest'ultimo è stato costretto a fare un passo indietro, ottenendo il plauso del magistrato Armando Spataro.

Per opporsi al contributo sono stati utilizzati gli argomenti piú vari. Benedetta Tobagi, figlia di Walter, il giornalista del Corriere assassinato nel 1980, ha contestato l'interpretazione di Riccardo Scamarcio con la seguente affermazione: "Cosí avremo il terrorista figo e belloccio". "In Italia - queste sono le obiezioni del giudice Spataro - c'è stata una stagione di vili tragedie provocate da una parte sola. Spero che Segio ricordi a quanti innocenti lui stesso e i suoi compagni hanno sparato in testa, mentre accompagnavano i loro figli a scuola o aspettavano di entrare in aula di universitá ".
"Al film è difficile riconoscere un valore artistico - ha affermato a sua volta compatta la giunta di Pescara di cui fa parte il figlio del giudice Alessandrini -; manca sicuramente di sensibilitá  e opportunitá  verso la memoria di vite ferocemente troncate. Appare immorale in linea di principio che l'assassinio e la violenza divengano fonti di arricchimento e di notorietá ".

L'unico problema è che il film ancora non è stato girato e che i fondi si prendono sulla base di sceneggiature che chissá  se gli assessori pescaresi hanno letto, e che comunque non spetta a loro, ma a critici cinematografici ed esperti del settore, leggere e giudicare.
Il "Cuore nel pozzo" è stato un film prodotto per la televisione dalla Rai e trasmesso su Raiuno in due puntate. Raccontava, con una interpretazione storica contestata e di parte, la vicenda delle foibe. Si percepiva una fastidiosa presa di posizione a vantaggio di una sola interpretazione dei fatti. Gli sloveni lo hanno duramente contestato. La Rai non si scompose. Fu mandato in onda il 6 ed il 7 febbraio 2005, qualche giorno prima della Giornata del ricordo in memoria dei martiri delle foibe del 10 febbraio; si disse che fu cosí deciso proprio per dare enfasi alla giornata divenuta simbolo della destra storica italiana e della vendetta contro il 25 aprile. Venne visto da 17 milioni spettatori. Il film era diretto da un certo Alberto Negrin.
Se è stato finanziato un film del genere non si vede perché si debba tornare indietro sul film di Renato De Maria tratto dal libro di Sergio Segio e interpretato da Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio.

Non si vede perché un film se tratta di terrorismo non possa meritare - se di qualitá  - un sostegno economico da parte dello Stato. Gli anni settanta sono un pezzo di storia italiana ed è giusto che siano raccontati, conosciuti. Ai figli delle vittime, ai giudici e agli amministratori di Pescara chiediamo di vedere il film, di giudicarlo come opera d'arte.
L'opera d'arte non è mai neutra. In un Paese democratico la cultura va sostenuta e, ai fini del finanziamento pubblico, si dovrebbe giudicare solo se il film è di buona o cattiva fattura artistica.

La Costituzione, all'articolo 33, afferma che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. In realtá  la questione è un'altra. Dietro le polemiche nei confronti del film tratto dal libro di Sergio Segio c'è una idea vendicativa della pena. Sergio Segio è da anni impegnato in attivitá  di grande impegno sociale. ሠcuratore da molto tempo di un volume immenso che è Il rapporto sui Diritti Globali, edito da Ediesse, promosso dalla Cgil e sostenuto anche da noi di Antigone. Vale questo piú che qualsiasi dichiarazione di pentimento, a volte strumentale alla possibilitá  di ottenere benefici o premi.

* Presidente di Antigone

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori