News per Miccia corta

20 - 12 - 2005

Toni Negri, la Storia necessaria

(da "il manifesto", 20 dicembre 2005)

FILM
Toni Negri, la Storia necessaria

Un «ritratto» del filosofo tra Potere operaio e la globalizzazione

CRISTINA PICCINO

La prima immagine è subito il 7 aprile 1979, l`accusa di essere il «cattivo maestro»: «dicevano che avevo mandato i ragazzi a uccidere e a farsi uccidere, che avevo insegnato cose inique contro la societá  e facendomi pagare dallo stato... Ma se ero professore era per insegnare la libertá ». Sguardo in macchina appena divergente, il fascino di una luciditá  intellettuale in continua tensione, Toni Negri entra fluido in Antonio Negri. Una rivolta che continua (di Alexandra Weltz e Andréas Pichler). Qualcosa di piú del ritratto, il film (presentato a Roma nel festival del documentario di Arte, fino a domani alla Casa del cinema) documenta un`esistere in sovrimpressione con la storia recente (e censurata) d`Italia prima e dopo il 68, gli anni 70 delle stragi di stato ma anche della resistenza operaia e dell`invenzione fuori dal partito comunista di un altro antagonismo. Di una nuova figura dell`operaio e di un diverso approccio col lavoro che si sintetizza col suo rifiuto: «trasformare il lavoro in controllo capitalistico non puó essere possibile se la gente rifiuta il lavoro stesso» spiega Negri. E siamo giá  a Potere operaio, quando Negri è professore universitario a Padova, e l`alba lo trova davanti alla fiat di Porto Marghera a produrre nuove consapevolezze, poi via di corsa in classe senza dimenticare la cravatta allora d`obbligo. Sono anche, appunto, gli anni delle stragi, come piazza Fontana che «ci sono voluti anni per dire che erano stati i fascisti». Dello scontro in piazza duro - «ogni manifestazione aveva il suo morto, è stato inevitabile arrivare a dire che se la polizia sparava si rispondeva», del conflitto col sindacato, dell`operaio sociale che è qualcuno che sta ovunque... Poi il femminismo, il divorzio, l`aborto. Il maggio 77 a Roma, «una manifestazione armata contro una polizia piú che armata, che oggi si puó dire abbia avuto un carattere insurrezionale». Il caso Moro - «ci siamo resi conto che eravamo a una scadenza fatale, per questo abbiamo fatto una grossa pressione per il rilascio». Le Br, un rapporto ricorda Negri tra loro molto polemico fino allo scontro a Palmi, dove finisce da parte dei brigatisti sotto processo. E quel 7 aprile 1979 col suo «teorema» Calogero, dal nome del giudice di Padova che ordinó gli arresti di Negri e di tutto Potere operaio, intellettuali, docenti e moltissimi altri, che se pure non vicini a potop erano comunque esposti in prima persona e senza reticenze nello scontro con lo stato italiano. Una storia messa sotto silenzio come questi anni Settanta tramandati invece solo in forma di terrorismo, lotta armata senza pensiero politico e di immaginario. «áˆ stato il processo a un`intera generazione che voleva cambiare la societá  finendo cosí in esilio o in prigione». Lui , Negri, fuggirá  a Parigi dove non si crede ai giudici italiani. Nuove riflessioni, diverse lotte del pensiero. Guattari, la biopolitica fino al ritorno in Italia, al movimento no global, Impero e Moltitudine, la passione di continuare a confrontarsi col pensiero e con la modernitá . Antonio Negri una rivolta che continua è biografia che parla di Storia e di contemporaneo a partire da una figura singola che è esperienza collettiva. Andrebbe proiettato a scuola come didattica necessaria che sono una riflessione (e un`analisi) politica di qualcuno mai appagato da se stesso pure se in una fortissima consequenzialitá . E soprattutto come memoria preziosa (e fin troppo censurata) del nostro paese, che Toni Negri sa raccontare nel suo tempo e non «fuori», nell`ottica disonesta per ogni analisi storica dell`attualitá . Una lezione da non perdere.
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