News per Miccia corta

02 - 03 - 2009

``Giudici per il sí all'estradizione`` su Battisti deciderá  il presidente Lula

 

(la Repubblica, lunedí, 02 marzo 2009)

 

 

 

 


 

OMERO CIAI

 

 

Se a decidere fosse solo la Corte Suprema, Cesare Battisti verrebbe estradato. Gli 11 magistrati del Tribunale brasiliano stanno raccogliendo gli argomenti per prendere una decisione e hanno giá  esaminato cinque precedenti: in tutti questi casi la bilancia legale pende a favore dell'estradizione. In un articolo molto documentato, il quotidiano O Estado de Sao Paulo sosteneva ieri che l'orientamento della Corte è sempre piú favorevole a contestare lo status di rifugiato politico concesso a Battisti dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, con un decreto firmato il 13 gennaio scorso. Una sentenza definitiva della Corte è prevista entro la fine di marzo ma, nel caso fosse contraria al ministro, l'ultima parola spetterebbe al presidente Lula che potrebbe sia convalidare l'asilo politico, sia approvare l'estradizione. Il cammino è comunque ancora abbastanza lungo e ai magistrati della Corte saranno necessarie diverse sedute e anche diversi voti prima della decisione conclusiva.

 

In ogni caso ecco perché tra i magistrati si sta rafforzando l'idea di concedere l'estradizione. Il primo precedente utile riguarda un colombiano, Oliverio Medina. Bogotá  ne chiese l'estradizione perché era il rappresentante delle Farc (la guerriglia) in Brasile ma il caso venne archiviato dalla Corte dopo che il governo gli concesse l'asilo politico. Bene, dicono i magistrati, Medina peró non era stato giá  processato e condannato in Colombia. Il secondo caso riguarda la condanna in contumacia che la legislazione brasiliana non riconosce. Anche qui c'è un precedente. La Corte sostiene che non è un argomento che possa impedire l'estradizione in quanto è giá  stata concessa per Alessandro Carbone, un italiano condannato a 18 anni per traffico di droga mentre era latitante.

 

Poi c'è la vicenda di Luciano Pessina. Il caso sarebbe identico a quello di Battisti perché la Corte negó l'estradizione di Pessina, un militante dell'estrema sinistra condannato in Italia, in quanto i suoi reati vennero considerati "politici" e quindi soggetti all'amnistia in Brasile. Ma, dicono ora i magistrati, Pessina non aveva sulla coscienza nessun omicidio mentre Battisti è stato condannato per quattro assassinii. In questo senso la Corte cita un altro precedente nel quale la sentenza del Tribunale supremo precisava che la protezione concessa a chi abbia commesso "crimini politici" non riguarda anche l'accusa di "terrorismo".

 

ሠmolto probabile che la "gola profonda" dell'Estado sia lo stesso presidente del Tribunale supremo, Gilmar Mendes. E che gli argomenti a favore della consegna all'Italia siano divenuti pubblici per provocare una reazione da parte del governo o della lobby del Pt, il partito dei lavoratori, che difende l'ex terrorista. Ma Il primo scoglio da superare sará  comunque il decreto sull'asilo politico. ሠcompetente o no il Tribunale ad esprimersi su una decisione dell'esecutivo? Un cavillo aiuta: la concessione dell'asilo "interrompe la richiesta di estradizione non il suo iter giuridico". Dunque il supremo Tribunale è competente. Se il voto della Corte supererá  questo primo ostacolo costituzionale, il «sí» all'estradizione diventerá  una passeggiata. Ma l'ultima parola spetterá  al presidente del Brasile.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori