News per Miccia corta

27 - 02 - 2009

Esperimenti di nazismo. L'onda di Dennis Gansel

 

(Liberazione, venerdí, 27 febbraio 2009)

 

 

 

 

 

Il film all'ultimo Torino FilmFest Dennis Gansel si racconta

 

 

Presentato all'ultimo Torino Film Festival, "L'Onda" ha suscitato molta curiositá  nei confronti del regista Dennis Gansel che parlando con il pubblico ha sottolineato gli elementi autobiografici del film: «Anch'io al liceo dirigevo la compagnia teatrale, come il Denis del film. Per questo ho inserito esattamente i vari atteggiamenti che vengono assunti da chi svolge un lavoro di regia: ci sono momenti di tranquillitá , momenti in cui serve essere autoritari e alzare la voce, momenti di soddisfazione». Entrando nel vivo dell'argomento "nazismo", Gansel ha quindi aggiunto: «L'idea di mettere in scena questo film mi è venuta dai racconti di mia nonna, la quale si era lasciata incantare da Hitler per il fatto che era riuscito a far sentire i suoi seguaci tutti uguali, uniti verso lo stesso obiettivo. Ho riflettuto sul fatto che molte persone dichiarano che se avessero vissuto in quegli anni si sarebbero unite alla resistenza. Ma i fatti parlano chiaro: ottanta milioni di persone non l'hanno fatto, si sono lasciate coinvolgere psicologicamente dai nazisti».

 

 

 

Roberta Ronconi

 

 

Il Terzo Reich potrebbe tornare a dominare la Germania? «Impossibile, ci siamo giá  passati e sappiamo che è un orrore». La domanda e la risposta risuonano in una classe di liceo in Germania e siamo nel pieno del film Die Welle, in italiano L'Onda, regia di Dennis Gansel da oggi in 80 sale italiane (per la Bim distribuzione). Troppo poche per un film cosí esplosivo.

 

Tutto parte da un esperimento realmente avvenuto (vedi scheda qui sotto). Durante una settimana a tema, gli allievi di una media superiore vengono invitati a partecipare ad un seminario intensivo sui temi dell'Anarchia e dell'Autocrazia. In molti, giovani e spigliati, scelgono ovviamente la classe di Anarchia, nella speranza di apprendere magari nuove tecniche di occupazione delle case o di fabbricazione di molotov. Il problema è che a dare lezione di Anarchia viene mandato un prof vecchio stampo, mentre a spiegare l'Autocrazia finisce un giovane sperimentatore. E' lui a tentare di rispondere alla domanda di cui sopra: «Ragazzi, siete sicuri che qui da noi una dittatura nazista non sarebbe piú possibile? Vogliamo provare a vedere cosa succede se...?».

 

Date le fondamentali premesse (un capo, l'obbedienza, l'egualitarismo sociale, il primato del gruppo sull'individuo), si dá  il via al laboratorio. Il primo giorno i ragazzi scoprono l'entusiasmo per un lavoro collettivo; il secondo, il fascino della disciplina; il terzo, la bellezza dell'omologazione in una comune divisa (jeans e camicia bianca); il quarto, la forza di un saluto; il quinto cominciano ad escludere dalla classe chi non sta al gioco; il sesto sono pronti ad uccidere chi dissente.

 

Con incisivitá  dell'immagine e un'aderenza dell'obbiettivo al "movimento" dei corpi degli adolescenti, il regista Dennis Gansel costruisce un ritmo narrativo simile a un'Onda, di nome e di fatto. Inizia leggero, con cadenza casuale e scanzonata. Poi sale ed entusiasma, quindi tracima e terrorizza. Un corpo unico, quello dell'Onda, ma formato da centinaia di gocce d'acqua, quelle singole personalitá  (il gregario, il leader, l'outsider) che fanno parte della struttura sociologica del collettivo umano e che il film ci permette di analizzare al microscopio. Vedere attraverso una lente di ingrandimento cosa scatena il nostro bisogno di omologazione, la forza del gruppo in cui l'incerto puó nascondersi o trovare consolazione, la frustrazione dell'escluso di fronte all'allontanamento dal "branco" è davvero esplosivo. Il luogo degli eventi è la Germania di oggi, ma la collocazione è assolutamente astratta. Non siamo infatti nella "polveriera sociale" di Berlino, né tantomeno nella "zotica" Bavaria. Non c'è luogo comune che ci possa salvare dall'eventualitá  che quello cui stiamo assistendo avvenga ovunque. E il rischio di cui si parla - è evidente - non riguarda solo il fenomeno "nazismo".

 

L'esperimento da cui il film è tratto in realtá  ha avuto luogo nel 1967 negli Stati Uniti, precisamente a Palo Alto, California. Il professore Ron Jones dovette fermarsi al quinto giorno di lavoro. L'esperimento gli era sfuggito di mano, l'intera scolaresca del liceo si era iscritta al suo corso e ormai si era giunti a una sorta di sollevazione generale, con tanto di dissidenti "cacciati" dalla scuola. In psicologia sociale il fenomeno è conosciuto come dell'

 

"obbedienza cieca" all'autoritá  e gli esperimenti sin qui tentati per la comprensione del fenomeno hanno dato risultati molto inquietanti.

 

Il film di Dennis Gansel (regista molto amato in Germania per il suo precedente NaPolA, i ragazzi del Reich ) è tratto dal libro "Die Welle" (a sua volta ispirato all'esperimento di Ron Jones), classico della letteratura per ragazzi e lettura obbligatoria in molte scuole tedesche. Uscito lo scorso anno, L'Onda in Germania nelle prime due settimane è stato visto da circa 2 milioni e mezzo di spettatori.

 

Nonostante si tratti di un film a tesi e abbia alle spalle un'evidente struttura da ricerca psico-sociologica, l'effetto cinema (grazie alla bravura del regista e del suo co-sceneggiatore Peter Thorwarth. Oltre che dei giovani, sorprendenti attori) rimane praticamente intatto, permettendo allo spettatore di assistere, nell'impotenza della fascinazione, ad un esperimento agghiacciante che passa attraverso la sua stessa pelle. Fortissima anche la presenza della musica, a cui Gansel dá  un significato centrale: «E' uno dei mezzi con cui tutti i governi autarchici cercavano di conquistare le simpatie dei loro elettori e attirarli in una sorta di paesaggio incantato, dove ci si divertiva, si stava bene». Sparati a mille sullo schermo i suoni synth-pop di Heiko Maile.

 

Con gentilezza e senza costrizioni, cercate di far vedere L'Onda a tutti i vostri conoscenti sotto i vent'anni. Ma anche a quelli di etá  superiore la visione puó suggerire non poche riflessioni. Per alcuni, devastanti.

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