News per Miccia corta

19 - 02 - 2009

Gaffe di Berlusconi sui desaparecidos

 

(la Repubblica, giovedí, 19 febbraio 2009)

 

 

 

 

"Parole stravolte" per Palazzo Chigi ma le madri di Plaza de Majo vogliono le scuse

 

 

 

OMERO CIAI

 

 


ROMA - «Non faró come quel dittatore che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva "C'è una bella giornata fuori, andate a giocare". Fa ridere ma è drammatico... ». Questa frase, rilanciata sul Clarin di Buenos Aires, ha provocato ieri una tempesta diplomatica tra Italia e Argentina. L'ha pronunciata Berlusconi a Cagliari venerdí scorso nel suo ultimo comizio-show prima del voto in Sardegna. L'ha sottolineata l'Unitá  in una corrispondenza e l'hanno ripresa i media argentini. Ieri mattina il nostro ambasciatore è stato convocato dal governo della signora Kirchner, «preoccupato e offeso», per la citazione ironica di una tragedia, i "voli della morte" con cui i militari assassinarono migliaia di giovani oppositori politici, che è l'orrore di un passato ancora molto presente tra gli argentini. Basta pensare che proprio l'altro ieri lo spazio dell'Esma, il grande lager della dittatura, è diventato per iniziativa dell'Onu, il primo centro internazionale sui diritti umani e che, qui in Italia, la nostra magistratura vuole processare Emilio Massera, ammiraglio, membro della P2 di Gelli e ideatore dei "voli della morte", perché tra le sue vittime c'erano anche molti italo-argentini.

 

L'ambasciatore Ronca ha spiegato alle autoritá  argentine che, a giudizio del governo italiano, si tratta di un equivoco. Di una frase riportata fuori contesto, sottolineando che c'è «l'assoluta certezza» che da parte del premier Berlusconi non vi è stato «alcun intento offensivo», ma semmai «una netta presa di distanza dalla dittatura argentina». Ma non la pensano cosí le associazioni per i diritti umani, le "madri di Plaza de Mayo", e forse neppure il governo argentino con il quale per tutta la giornata dalla Farnesina si è cercato di concordare una "nota congiunta" che mettesse fine all'incidente.

 

Ma citare con leggerezza, di fronte ad una piazza vociante, la tragedia della dittatura «non è ammissibile» dicono da Buenos Aires i parenti delle vittime che hanno apertamente manifestato la loro indignazione e la loro sorpresa. Lo pensa anche Piero Fassino, ministro degli esteri ombra del Pd, che parla di "gaffe indecente" e chiede al premier di scusarsi pubblicamente. «Raccontare barzellette e fare il guascone - dice Fassino - è ormai lo sport preferito di Berlusconi che, anche in questo caso, rivela una totale mancanza di sensibilitá  per la storia e il valore della democrazia in nome della quale, in Argentina come in tutto il mondo, tantissimi sono giunti a sacrificare la propria vita». E Mirella Giai, senatrice argentina dell'Udc eletta dagli italiani all'estero, dice: «Ricordo al premier che fra coloro che vennero gettati dagli aerei in quegli anni c'erano anche molti italiani».

 

Come primo gesto, l'ambasciatore Ronca ha ricevuto ieri sera a Buenos Aires i rappresentati di alcune delle organizzazioni dei familiari delle oltre 30mila vittime della dittatura militare argentina pur ribadendo la posizione ufficiale di Palazzo Chigi dove si sostiene che «le parole di Berlusconi sono state capovolte. Voleva sottolineare la brutalitá  della dittatura e invece e stato paragonato ai dittatori». E mentre Felice Belisario, capo dei senatori dell'Italia dei Valori, chiede al ministro Frattini di riferire in aula per «l'increscioso episodio», la presidenza del Consiglio sostiene che, contro il premier, c'è stato «un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione».

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