News per Miccia corta

12 - 02 - 2009

La sindrome da diserzione. Un intervento di Cecco Bellosi attorno al caso Battisti

 

 

di Cecco Bellosi

 

 

Disertare puó essere un gesto nobile; la sindrome da diserzione, invece, è una patologia dagli effetti devastanti. Chi ne è affetto, per darsi ragione delle proprie scelte, deve attaccare gli altri.

Compulsivamente.

Lo ha fatto Cesare Battisti: fatto evadere dai suoi compagni dal carcere di Frosinone, è scappato in Francia, dove non ha trovato di meglio che insultarli. Cosa che ha ripetuto quasi trent'anni dopo, dal Brasile, accusando altri suoi compagni di atti per cui hanno scontato la pena loro inflitta, aggiungendo, del tutto gratuitamente, che si tratta di "collaboratori di giustizia", cosa assolutamente falsa.

Anche questa sua dimensione depone a favore del fatto che rimanga, da libero, in Brasile.

Ma dato che un disertore tira l'altro, ecco presentarsi in scena uno piú duro e puro di lui, Paolo Persichetti. Anche lui fuggito in Francia, ha cominciato a parlare, sparlare e straparlare di chi era rimasto. In carcere, ovviamente, non sulla Promenade des Anglais di Nizza. Poi il governo francese, sbagliando, lo ha estradato. Poi ancora ha usufruito di una legge ottenuta dal movimento della dissociazione, la legge Gozzini, per uscire giustamente in semilibertá . Dove ha continuato a straparlare.

L'ultima volta, per ora, prendendosela con il suo compagno di diserzione Cesare Battisti, e fin qui sono fatti loro. Poi peró, da zitella acida, da "vecchia mai stata moglie, senza piú figli, senza piú voglie", se la prende anche lui con gli ex compagni di Cesare Battisti.

Dando pagelle: «sono solo ammittenti»; e attribuendo loro, con un classico meccanismo di stampo psicoanalitico, una volontá  di fuga che non hanno mai avuto. Da persone serie sono rimaste qui fino alla fine, fino alla galera, per solidarietá  con i loro compagni.

Sono miei amici; uno di loro, Gabriele, è morto.

Non ha alcun senso che siano tirati in ballo da Cesare Battisti, che li conosceva. Lo ha ancor meno che esprima giudizi del tutto arbitrari su di loro Persichetti, che non li conosce o li conosceva: tra lui e loro, persone di forte dignitá , non c'è nulla da spartire.

 

 

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