News per Miccia corta

13 - 12 - 2005

Piazza Fontana: il sindaco non si ferma per la commemorazione

(da Repubblica, 13 dicembre 2005, pagina V - Milano)

Alla commemorazione della strage fischi per l'assessore Gallera. Il sindaco: nessuno stop perché si deve approvare il bilancio

Piazza Fontana, riesplode la polemica

Il consiglio comunale non si ferma. L'opposizione: vergogna

STEFANO ROSSI

Una signora che in piazza Fontana ci viene tutti gli anni, per assistere alla commemorazione dei 16 morti della strage alla Banca dell'Agricoltura, fa notare che «per la prima volta l'avvocato di parte civile, Federico Sinicato, ha fatto i nomi». Sono quelli di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Giancarlo Rognoni, tutti assolti in appello. L'avvocato cita Pierpaolo Pasolini: «Lui disse: io so chi è stato. Oggi gli rispondiamo: anche noi sappiamo chi è stato».
Sono le 18.30, al corteo e alla manifestazione partecipano 4-500 persone. Dal palco interventi asciutti. Tino Casali, il partigiano presidente del Comitato permanente antifascista, censura la «sconfitta di uno Stato incapace di colpire i colpevoli di tanti delitti», perché in pochi anni «otto furono le stragi». ሠuna commemorazione dimessa, vicenda giudiziaria a parte, a causa del sindaco. Alle 16.30 ha deposto la corona del Comune, cinque minuti dopo è giá  in auto, al corteo non si fará  vedere.
Anzi, in consiglio comunale Albertini ha votato contro la richiesta del centrosinistra di sospensione dei lavori di un'ora, per permettere ai consiglieri di partecipare al corteo. Il malumore percorre la piazza, che al grido di «vergogna», «fascisti», «stragisti» e «piduisti» fischia l'assessore Giulio Gallera, al microfono al posto del sindaco. «Sei magnifico», lo prende in giro Dario Fo, appoggiato alle transenne. «Ha dato fastidio che abbia parlato qualcuno che rappresenta forze senza bandiere rosse», commenterá  Gallera.
In piazza Fontana, due ore prima, Albertini dice brevemente ai cronisti: «áˆ una giornata importante per Milano, per questa tragedia invochiamo giustizia da troppi anni». Piú tardi, spiega il suo no alla sospensione della seduta di consiglio: «Non è polemico, bisogna pur approvare il bilancio». ሠla stessa considerazione della sua maggioranza nel bocciare la proposta. Manfredi Palmeri: «Il rispetto alla cittá  si porta anche lavorando». Il collega di An, Stefano Di Martino: «La prioritá  è il bilancio». C'è il sospetto che il centrosinistra faccia ostruzione anche cosí (la settimana scorsa era stata ottenuta un'altra sospensione, per assistere al discorso del cardinal Tettamanzi). Palmeri e Stefano Pillitteri (Fi) poi andranno in piazza Fontana, che per Ombretta Colli andrebbe «intitolata alle vittime».
In aula la reazione è immediata. Basilio Rizzo di Miracolo a Milano dice: «La cittá  non merita un sindaco come lei». Sandro Antoniazzi parla di «un grave atto di insensibilitá  politica e istituzionale». Amaro il diessino Emanuele Fiano: «áˆ la prima volta dal 1969, il segnale dell'allontanamento della maggioranza dalla memoria democratica di questa cittá ». In manifestazione, è duro il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Un grande errore, quello di Albertini. La sospensione era un atto doveroso per far sentire la presenza della maggiore istituzione cittadina ai familiari delle vittime e rinnovare l'impegno di veritá  e di giustizia verso i colpevoli. Il consiglio comunale non è un consiglio d'amministrazione».
La seduta del consiglio è stata chiusa comunque in anticipo, per mancanza del numero legale. ሠstata la maggioranza a uscire dall'aula, per far fallire la presentazione dei subemendamenti dell'opposizione, obbligatoria entro ieri. Rizzo annuncia un ricorso al Tar.
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