News per Miccia corta

25 - 01 - 2009

Sul treno, verso Auschwitz

 

(Liberazione, Domenica 25 gennaio  2009)

 

 

 

 

Castalda Musacchio

 

 


(dal treno per Auschwitz)

 

In quei vagoni entravano da delle piccole scale a chiocciola, percorrendo un lungo tunnel sotterraneo. In fila. Ad uno ad uno. Nascosti agli occhi di chi non doveva sapere né vedere. Stazione centrale di Milano. E' alla fine del binario 18 che ora una grata in ferro svela quella che per l'epoca doveva essere un'opera di alta ingegneria: un montacarichi per treni-merci progettato "ad hoc". Pensato per trasportare i deportati italiani, per lo piú ebrei e comunisti, verso Auschwitz. Ed era cosí che, dal fondo dei sotterranei della stazione, quei mezzi blindati con dentro ammassati in centinaia, emergevano sui binari per una destinazione ai piú ignota.

 

E' da qui che è partito alle 13 di sabato il "treno della memoria" che attraverserá  gli stessi luoghi percorsi, allora, da vittime ignare e innocenti. L'iniziativa promossa dalla Cgil e dalla Cisl lombarda utilizza proprio il treno - affollato oggi da studenti, professori, pensionati, piú di milleduecento persone - come metafora di un viaggio. Un viaggio per far emergere quella storia - della deportazione, dell'Olocausto - per costruire una nuova memoria come "impegno della collettivitá ".

 

Nel corso degli anni '30, cosí come accadde in altri paesi europei, anche il governo fascista italiano adotta, come noto, una legislazione anti ebraica che si compie tra il 1936 e il 1938: la "Dichiarazione della razza" inaugura la politica discriminatoria del regime. Dopo l'entrata in guerra a fianco della Germania (giugno 1940), anche l'Italia si dota di un proprio sistema di campi. Ma fu l'8 settembre del 1943 a segnare una svolta per il nostro Paese: l'internamento si traduce nella deportazione verso la Germania. E' in questa Italia sottoposta all'occupazione del terzo Reich e dove sorge la Repubblica di Saló che si intensificano le deportazioni. Tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 si organizzano 123 trasporti diretti verso quell'agghiacciante universo concentrazionario. Furono 40-50mila gli italiani deportati che fanno parte di un insieme piú vasto, di altri, circa 900 mila si scoprirá , che figureranno tra lavoratori coatti volontari ed internati militari.

 

Il treno è partito. Nel vagone ristorante, si organizzano seminari per gli insegnanti, impegnati in quella costruzione di una cittadinanza consapevole che «è solo una delle modalitá  della partecipazione», come spiega una delle organizzatrici. "Il treno" è infatti un progetto aperto, non costruisce solo l'incontro dei diversi segmenti della societá  che vi sono rappresentati, ma - come nota un insegnante di Lecco - lascia una traccia indelebile nella coscienza di ciascuno, perché «la testimonianza visiva dell'orrore "brucia" e resta come un valore di esperienza». E' questo valore che il progetto intende proteggere perché diventi uno strumento educativo verso quei diritti umani che ancora oggi nel mondo vengono dimenticati ma che proprio attraverso la testimonianza della storia vissuta come esperienza possano tornare ad essere "vivi".

 

Il viaggio continua ricordando quei sei milioni di uomini sacrificati senza alcun motivo con destinazione Auschwitz.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori