News per Miccia corta

25 - 01 - 2009

Voci dalla tragedia degli ebrei d`Europa

 

(Liberazione, Domenica 25 gennaio  2009)

 

 

Guido Caldiron, Sandro Podda



 

Istantanee dall'orrore. Il ricordo di una tragedia che i protagonisti sono solo in parte consapevoli di subire mentre i fatti stanno avendo luogo. Le mie ultime parole. Lettera dalla Shoah , il libro di lettere dei deportati verso i campi della morte, curato da Zwi Bacharach e pubblicato da Laterza (pp. 314, euro 16.00), raccoglie decine di lettere, messaggi e semplici appelli di chi, in viaggio verso Auschwitz e gli altri campi nazisti decise di dare proprie notizie ai parenti, chiedere aiuto o inviare un ultimo saluto ai propri cari. Non solo, il libro costruisce attraverso la memoria viva delle missive l'evoluzione della situazione degli ebrei d'Europa. Perché, come sottolinea nella premessa Israel Gutman, «la raccolta include sia le ultime lettere inviate dagli ebrei di quei paesi travolti dall'Olocausto ad amici e conoscenti che vivevano nei paesi soggetti al regime nazista, sia quelle spedite oltre le mura in cui erano rinserrati. Alcune delle lettere hanno fatto la loro strada sino ad essere accolte in archivi pubblici, altre erano conservate in raccolte private pubblicate in libri appartenenti alle comunitá  distrutte, altre ancora costituiscono ricordi inviduali o familiari».
Ne Il libro della Shoah , Einaudi (pp. 490, euro 42.00) lo storico Marcello Pezzetti, direttore del costituendo Museo della Shoah, dá  invece voce a oltre cento sopravvissuti italiani all'Olocausto che raccontano la loro storia. Emerge un quadro della storia degli ebrei italiani prima e durante le persecuzioni fasciste e naziste. Nel 1943 venne infatti deportato circa un quinto degli ebrei italiani, oltre novemila, quasi tutti verso Auschwitz. Nel libro di Pezzetti le testimonianze di chi fece ritorno dall'orrore chiudono il cerchio intorno al Novecento ebraico italiano, contribuendo a fare ulteriore chiarezza sul mito patriottardo degli "italiani brava gente".
Una parte degli ebrei d'Europa non arrivó peró neppure alle porte dei campi. Tra il 1941 e il 1944 circa un milione e mezzo di ebrei che vivevano in Ucraina furono assassinati mediante fucilazione da parte degli Einsatzgruppen delle Ss. La loro storia è alla base di "Fucilateli tutti!" il libro di Padre Patrick Desbois pubblicato nella collana di Marsilio (pp. 292, euro 19.50) "Gli specchi della memoria" curata da Frediano Sessi.
Yehuda Bauer, professore di studi sull'Olocausto alla Hebrew University di Gerusalemme e consulente dello Yad Vashem, propone invece in Ripensare l'Olocausto , Baldini, Castoldi, Dali (pp. 384, euro 18.50) un serrato confronto a distanza con studiosi e intellettuali come Elie Wiesel, Zygmunt Bauman, Daniel Goldhagen e Raul Hilberg sul modo in cui è stato fin qui raccontata la Shoah. Il suo studio problematico intende essere un monito per le generazioni future affinché non si ripeta un simile abominio e «possa sorgere sulle rovine del passato una civiltá  nuova, umana, migliore».
Per quanti riuscirono a sottrarsi alla deportazione verso i campi, il periodo della guerra significó in ogni caso il rischio quotidiano della propria vita. Cosí Clara Kramer ha raccontato nel suo diario, La guerra di Clara , Tea (pp. 340, euro 10.00), i due anni passati a nascondersi dai nazisti nella Polonia occupata.
La malvagitá  degli uomini costantemente in agguato e l'antidoto esistenziale ad essa. E' ció che che si avverte nel toccante Kindergarten di Peter Rushfort, Elliot (pag. 216, euro 16.00). Una favola nera sulla falsariga di Hansel e Gretel che non cede mai al facile sentimentalismo o pietismo. Siamo nel 1978, è un natale segnato dalle notizie della televisione che seguono il dramma di alcuni bambini presi in ostaggio dai terroristi in una scuola di Berlino Ovest. Tre bambini la cui madre è morta pochi mesi prima in un attentato terroristico a Roma vivono la festa con tristezza insieme alla nonna materna. L'impossibilitá  di accettare il dramma della perdita sará  alleviata proprio dai racconti di nonna Lilli, fuggita all'Olocausto emigrando. Saranno i suoi racconti e la sua esperienza a fornire una nota di speranza a quello che è il destino impossibile a cui sottrarsi quando si vive. L'orrore dietro l'angolo.

 

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