News per Miccia corta

23 - 01 - 2009

Dopo 32 anni Milano sgombera Cox 18

 

(Liberazione, venerdí, 23 gennaio 2009)

 

 

 

Claudio Jampaglia

 

 


Milano

«Ma che ci hanno mandato a fare?». Da sotto il casco, con la radio che gracchia, la nuvoletta di condensa uscita dalla sciarpa, il funzionario della Questura cristona. Sono ore che centinaia di carabinieri e poliziotti bloccano un buon pezzo del quartiere Ticinese per lo sgombero del centro sociale Conchetta (omonima via, civico 18, per tutti Cox18). A mezzogiorno un corteo di diverse centinaia di giovani e meno giovani si muove verso il centro. Dopo ore di tensione, lanci di uova e pietre e qualche tafferuglio (due ragazzi con la testa aperta). Dopo un blocco del traffico sulla circonvallazione. Dopo che il tam tam della rete e degli sms ("Alla fine sono arrivati. Sono giá  davanti al portone per sgomberare il centro. Non permettiamo l'ennesimo sgombero a Milano. Proviamo a opporci. Venite tutti", firmato cox18.noblogs.org.) ha portato i suoi frutti. Cappucci neri, vecchi militanti che non si vedevano da anni, giornalisti, telecamere, qualche politico e militante di partito (Rifondazione, Gc e Sinistra Critica), studenti dell'Onda.

E i poliziotti sempre lí. In centinaia dalle sei di mattina. Prima nella nebbia. Ora al sole. Sempre lí. Col rischio che sale. La gente sempre piú incazzata. Perché? Per far contento Riccardo De Corato, il "federale" di Milano con doppia poltrona (vicesindaco e parlamentare, anche se a Roma non si vede spesso) da trent'anni in personale lotta con gli spazi autogestiti, i collettivi di sinistra e qualsiasi cosa sventoli di rosso. Prima da missino ora da secondo cittadino al terzo mandato. E nel momento in cui il suo partito (An) sta perdendo la battaglia per portarlo alla presidenza della Provincia nelle prossime elezioni, prefettura e ministero dell'Interno lo accontentano. Un bello sgombero. E lui tutto contento ci mette la faccia e rivendica: «Fa piacere rilevare questa accelerazione sugli sgomberi. Proprio ieri, in un'interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Maroni, avevo chiesto un intervento contro quella quindicina di centri sociali che ormai da troppo tempo occupano abusivamente stabili pubblici o privati a Milano. Ora, dopo i tre sgomberi effettuati nel 2008 e quello odierno, bisogna proseguire su questa linea».

Gli abitanti del Ticinese peró ieri mattina non erano della stessa idea. E anche tanti milanesi che si sono ritrovati in una giornata di caos. Con un corteo che zigzagava ovunque, bloccando viali, piazze, fino a palazzo Marino, davanti al Comune. Con un presidio di musica, voci, petardi. Per far sentire al Consiglio comunale che questa ennesima "porcata" non passerá  (intanto i consiglieri dell'opposizione riuscivano a imporre una discussione sullo sgombero e la sua inopportunitá , giá  qualcosa con questa maggioranza, la giunta ovviamente non c'era, come sempre). Fuori duecento, trecento persone fino a sera. E poi un'assemblea all'Usi, non lontano dal centro, non lontano dal quartiere dove Conchetta vive da 32 anni. Trentadue anni. Uno dei pochi pezzi viventi della storia metropolitana ben oltre il suo territorio. Perché Conchetta è il Ticinese. La sua storia popolare e politica. Conchetta è Primo Moroni (e per chi non ricorda basti "L'orda d'oro", scritto con Nanni Balestrini per Feltrinelli). Conchetta è la libreria Calusca City Lights. L'ultimo pezzo del ponte che Milano fu tra culture e avanguardie internazionali. Poesia e rivoluzione. Conchetta è la culla di tutto ció che di underground e antiproibizionista è cresciuto in questa cittá . Di mode e ribellioni che ormai affollano i negozi. Ed è soprattutto l'archivio della storia dei movimenti di Milano dagli anni '60. Qualcosa che appartiene a tutti.

E poi Conchetta è legale. Pur occupando. Talmente legale che l'associazione degli occupanti è andata in tribunale a difendere la propria legittimitá , giusto il 13 gennaio e ci dovrá  tornare tra un paio di mesi. E proprio "grazie" a uno sgombero. Era il 1989 e il Comune aveva comprato da poco il palazzo (occupato dal 1977). L'allora sindaco Pillitteri decise che si doveva usare il pungo duro. Come provó ogni sindaco (tranne Moratti che si occupa solo di "affari"). I centri sociali reagirono. E alla fine il sindaco con tanto di delibera "concesse" l'uso dell'immobile. Bene. Sono passati 20 anni. E' scattato l'usucapione, dice Cox18 con l'avvocato civilista Sodano. Il Comune, peró, risponde in tribunale con la richiesta di recupero dell'area. Il tribunale peró dice che non bisogna chiedere a loro per lo sgombero. Non c'è nessun atto. La Questura ammette di essere stata allertata piú volte dal Comune. Il reato, l'occupazione abusiva, è sempre in corso (una flagranza di 32 anni). Il prefetto tace. Solo De Corato parla. E a sproposito. Visto che lo stesso Comune, per precisione l'assessorato al Demanio, si è accontentato di tagliare acqua, gas e luce e di recuperare le chiavi del portone di Cox18. Tutti i beni e tutto il materiale (il preziosissimo archivio) restano lí. In attesa del giudizio. E dell'istanza di reintegro del possesso giá  depositata in Procura dagli "occupanti" che rivendicano la messa a norma di tutti i locali, la libreria che paga le tasse, gli investimenti sull'area.

Morale: uno sgombero senza sgombero. Ma De Corato è contentissimo. Anche perché nel fine settimana ci sará  la festa d'addio di Pergola, altro storico centro, fucina, laboratorio Ztl ("zona temporaneamente liberata") della cittá . Chiude. Dopo 15 anni di politica, dalla Giamaica a San Precario, si auto-sgombera. E scomettiamo che De Corato si intesterá  anche questa "vittoria". Poi martedí l'ufficiale giudiziario andrá  a bussare alla porta dell'Ambulatorio Popolare di via dei Transiti dove da un altro decennio vanno a farsi visitare gratuitamente migranti, disoccupati, proletari e chiunque lo desideri. Poi ancora sará  la volta dell'ennesima data di sfratto per il Leoncavallo (la madre di tutte le occupazioni che piaccia o meno). Uno dopo l'altro. Aree che tornano a disposizione della speculazione politica e immobiliare. I veri interessi che governano questa cittá . E per cui si usa la polizia e si calpesta la storia.

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