News per Miccia corta

22 - 01 - 2009

``Battisti, pronti a ritirare l'ambasciatore``

 

 

(la Repubblica, giovedí, 22 gennaio 2009)

 

 

 

OMERO CIAI

 

 


BRASILIA - «Ritirare l'ambasciatore per consultazioni», è su questo "gesto forte" che sembra orientarsi la diplomazia italiana al termine di una nuova giornata di polemiche e iniziative contro la concessione dello status di rifugiato politico in Brasile dell'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti.

Mentre nella capitale brasiliana Battisti resta agli arresti nel carcere di Papuda, il ministro degli Esteri Frattini ha informato che «la Farnesina sta valutando la possibilitá  di richiamare a Roma per consultazioni l'ambasciatore in Brasile, Michele Valensise». Nella mattinata, invece, nel corso di un question time, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, aveva riferito di altre iniziative come quella della presentazione di un ricorso presso il Tribunale supremo brasiliano. Possibilitá  di cui avevano discusso proprio l'altro ieri l'ambasciatore Valensise e il presidente del Tribunale, Gilmar Mendes. La situazione giuridica di Battisti, infatti, non è ancora affatto chiara proprio perché Mendes non ha archiviato il processo di estradizione in corso presso il Tribunale. E fino a quando non lo fará , l'ex terrorista non potrá  uscire dal carcere. La richiesta dell'Italia è quella di essere chiamata a partecipare, con l'audizione di un suo avvocato, quando i magistrati del Tribunale si riuniranno di nuovo per esaminare il caso. Riunione che dovrebbe svolgersi nella prima settimana di febbraio, quando sará  terminato il periodo delle ferie.

Non è detto peró che il richiamo dell'ambasciatore sia la decisione piú adeguata perché rischia di rendere quasi impossibile, trasferendo lo scontro sul piano "dell'orgoglio nazionale", il lavoro di chi qui in Brasile si oppone, con le armi del diritto, alla decisione del ministro della Giustizia Tarso Genro. Di certo c'è che il presidente Lula non ha ancora risposto alla lettera, inviata sabato scorso, dal presidente Napolitano. Un ritardo che inizia quasi a diventare «offensivo». Martedí sera si è svolta a Brasilia una riunione alla quale hanno partecipato, insieme a Lula, il ministro della Giustizia e quello degli Esteri. Quest'ultimo, Celso Amorin, era favorevole all'estradizione di Battisti. Ma i segnali che manda il governo brasiliano continuano ad essere di ferma chiusura a qualsiasi revisione in sede politica del caso.

Nel motivare la richiesta di «richiamo dell'ambasciatore», il ministro La Russa ha ricordato di essere stato tra i primi ad avvisare il governo brasiliano che la tradizionale amicizia tra i due paesi era a rischio. Mentre per il presidente dei senatori Pdl, Gasparri, «è ora che il Parlamento agisca per far capire alla autoritá  brasiliane che l'impunitá  di un assassino è intollerabile».

 

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