News per Miccia corta

20 - 01 - 2009

Fini: Battisti non è perseguitato Lula replica: ``Decidiamo noi``

 

(la Repubblica, martedí, 20 gennaio 2009)

 

 

 

 

 OMERO CIAI

 

 


BRASILIA - Una risposta ufficiale del presidente Lula alla lettera inviata sabato scorso da Napolitano ancora non c'è, ma il suo portavoce al palazzo di Planalto, Marcelo Baumbach, ha ripetuto all'Ansa che «il Brasile ha preso una decisione sovrana». Diventa cosí evidente che nello staff presidenziale c'è irritazione. Anche Lula - raccontava ieri un giornale brasiliano - sarebbe rimasto spiazzato dal fatto che la «lettera personale» del presidente Napolitano sia stata diffusa alla stampa prima che lui potesse leggerla. E, almeno per ora, l'ordine di scuderia è: «Tenere duro». Di piú: gli ambienti di Planalto si sono convinti che le proteste italiane siano piú forma che sostanza. Parole, alle quali è difficile che possano seguire misure concrete. E, per dimostrarlo, citano il silenzio sul caso del premier Berlusconi.

 

Ieri peró al pressing sul caso Battisti s'è aggiunto anche il presidente della Camera. «áˆ sconcertante - ha scritto Fini al suo collega brasiliano - che nel bloccare di fatto la richiesta di estradizione, il ministro della Giustizia conceda al Battisti lo status di rifugiato, con motivazioni - tra cui quella di "fondati timori di persecuzioni" al rientro in Italia -francamente inaccettabili per un paese profondamente democratico e di grandi tradizioni giuridiche, quale è l'Italia. Duole inoltre notare - aggiunge Fini - che, con il provvedimento in questione, il Brasile è oggi l'unico paese al mondo a riconoscere lo status di rifugiato ad un nostro connazionale».

 

Il presidente della Camera ha colto nel segno. Gli altri latitanti degli Anni di piombo italiani accolti in Brasile, infatti, non hanno l'asilo politico - una misura che si utilizza per chi fugge da un regime dittatoriale - ma sentenze del Tribunale supremo che per varie ragioni, tutte giuridiche, ne ha negato in passato l'estradizione. Nel caso di Cesare Battisti, invece, il ministro Genro ha sospeso il processo di estradizione e, rovesciando i pareri giuridici giá  espressi, gli ha concesso lo status di rifugiato.

 

In una intervista a La Folha de Sao Paulo, Tarso Genro si è difeso di nuovo attaccando: «Ci siamo comportati come l'Italia quando noi chiedemmo l'estradizione di Salvatore Cacciola: abbiamo rispettato la legge». Cacciola è un banchiere italo-brasiliano che si rifugió in Italia quando la sua banca, il Marka, fallí. In Brasile venne condannato in contumacia a 13 anni per reati finanziari ma venne arrestato e riportato qui l'anno scorso perché commise l'errore di trascorrere un weekend con l'amante brasiliana a Montecarlo. Dall'Italia, grazie alla doppia cittadinanza, non poteva essere estradato.

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