News per Miccia corta

18 - 01 - 2009

Napolitano a Lula: ``Sbagliate su Battisti``

 

(la Repubblica, domenica 18 gennaio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 "L'ordinamento costituzionale e giuridico italiano ha offerto e offre garanzie anche nel perseguire i responsabili di reati di terrorismo"

 

 

 

OMERO CIAI

 

 


BRASILIA - Lo «stupore e il rammarico» del presidente Napolitano sono arrivati sulla scrivania di Lula al palazzo di Planalto come un altolá  abbastanza inatteso. Chi s'immaginava che l'emozione per l'asilo politico a Cesare Battisti arrivasse fino al "companheiro" - che non ha in Brasile l'accezione politica di "compagno" ma sí quella di "amico" e "amico fraterno" - del Quirinale. Lo stesso che Lula aveva affettuosamente abbracciato nel suo recente viaggio romano. La lettera del "companhiero Giorgio" è stata consegnata ieri mattina presto dall'ambasciatore d'Italia, Valensise. Il presidente non c'era ma un alto funzionario ha promesso che l'avrebbe avuta al piú presto possibile. Nel testo - hanno detto fonti del Quirinale - il Capo dello Stato difende le garanzie del nostro ordinamento giuridico e «si rende interprete della vivissima emozione e della comprensibile reazione che la grave decisione ha suscitato nel paese e tra tutte le forze politiche italiane».

 

E' un passaggio cruciale, l'intervento piú autorevole in una vicenda che nel volgere di pochi giorni è diventata anche qui in Brasile un "caso nazionale" seguito con molta attenzione e risalto dai giornali e dalle televisioni. Senza andare troppo per il sottile, stampa e tv si chiedono come sia possibile che il loro governo abbia concesso l'asilo ad un ex terrorista condannato all'ergastolo per omicidio. E se il "dubbio" sulla sua effettiva colpevolezza sia maturato da una conoscenza delle vicende processuali o non sia piuttosto solo il frutto di un buon lavoro di lobby presso il ministro di un avvocato difensore che lo stesso Tarso Genro conosce benissimo perché è stato anche il suo.

 

Genro e Lula, che ne ha difeso pubblicamente la scelta, sembrano sempre piú isolati. Con Amorin, il ministro degli Esteri, che è arrivato a definire «assurda» la decisione sull'asilo e la stampa che ogni giorno pubblica nuovi dettagli dal retroscena su Battisti. L'ultimo riguarda anche un certo malessere all'interno del ministero della Giustizia testimoniato da un viceministro, Luis Barreto, per il quale non solo Battisti non è «un perseguitato politico» ma è stato condannato per reati che vanno rubricati come «comuni» e per i quali la legge brasiliana non prevede la concessione di uno status di rifugiato. Ma ció che puó avere conseguenze nei prossimi giorni è la relazione con la quale il presidente del Tribunale Supremo spiega perché ha negato agli avvocati di Battisti la sua firma sulla richiesta di scarcerazione.

 

Gilmar Mendes, il presidente, solleva un dubbio di costituzionalitá  quando chiede il parere al Procuratore generale osservando che la decisione del ministro è «un atto isolato». Mendes ragiona sul fatto che per la prima volta nella storia del Tribunale supremo il ministro ha concesso l'asilo politico ad un imputato prima che fosse terminato il giudizio sulla richiesta di estradizione e che, questa sua decisione, è in contrasto con quella - negativa - del Comitato nazionale per i rifugiati. Per questo, trattandosi di una situazione legalmente «inedita», Mendes chiede «cautela».

 

Una battaglia tra Tribunale e ministro puó durare mesi. E qui forse c'è anche una soluzione per l'imbarazzo delle autoritá  brasiliane: mentre si esamina il conflitto tra i poteri, a Cesare Battisti possono essere concessi dei lunghi arresti domiciliari. Una mezza vittoria che scontenterebbe tutti ma che, almeno per il momento, eviterebbe l'esplodere di una pericolosa crisi politico-diplomatica con l'Italia. Neppure Greenhalgh, l'avvocato che ha convinto Genro, s'immaginava uno scenario come questo. Secondo lui il governo italiano «sta facendo un carnevale e vuole usare Battisti come capro espiatorio di tutti i crimini del terrorismo».

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori