News per Miccia corta

14 - 01 - 2009

Perché non possiamo rivalutare Saló

 

(la Repubblica, mercoledí, 14 gennaio 2009)

 

 

 

 

 

GIORGIO BOCCA

 

 


La notizia è di ieri. Dopo il presidente emerito della Corte costituzionale Giuliano Vassalli - arrestato e torturato dai fascisti - e Armando Cossutta, anche due ex presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro, bocciano il disegno di legge con il quale la maggioranza tenta di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Saló sotto un fantomatico simbolo definito "Ordine del Tricolore".

Ciampi e Scalfaro, in un messaggio inviato all'Anpi spiegano che la proposta del centrodestra è in contrasto con la veritá  e la realtá  storica e dimentica che la Repubblica di Saló appoggió con la sua azione la causa del nazismo, contro la quale combatterono le forze armate italiane.

 

Ritorna cosí ancora una volta, con una tenacia impressionante, la questione della parificazione fra gli ex combattenti di Saló e gli ex partigiani. E per l'ennesima volta cerchiamo di chiarire i termini della questione. La pacificazione nazionale fra i combattenti di tutte le guerre è un dato di fatto che risale ai primi giorni della Repubblica democratica.

 

L'ammissione al voto dei neofascisti del Movimento sociale italiano, il fatto che nel Parlamento italiano fossero presenti anche coloro che avevano combattuto per la Repubblica di Mussolini, alleata fino all'ultimo con la Germania nazista, chiudeva il discorso sulla pacificazione. Anche gli ex fascisti avevano il diritto di essere rappresentati.

 

Altra cosa è la parificazione che dovrebbe avvenire in un ordine dei combattenti, una sorta di partito al valore militare superiore ai partiti politici. Su questo il giudizio degli ex partigiani e dei democratici non puó che essere di netto dissenso.

 

La pacificazione ha reso tutti i cittadini italiani eguali nella partecipazione politica e la prova è che ex fascisti sono presidenti della Camera, o sindaci di grandi cittá , e che nello spirito della pacificazione è stato quasi sempre dimenticato l'obbligo legale di proibire l'apologia del fascismo.

 

Ma pretendere di riunire in un ordine militare nazionale, un ordine della Repubblica democratica, combattenti per la libertá  e combattenti per il nazifascismo pare una inutile provocazione, una prova che c'è un fascismo superstite. Un fascismo che, approfittando della situazione politica favorevole, vuole ritornare sulla scena italiana con tutti gli onori.

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