News per Miccia corta

14 - 01 - 2009

Saló come la Resistenza, no di Ciampi e Scalfaro

 

(la Repubblica, mercoledí, 14 gennaio 2009)

 

 

 

 


 

ROMA - La norma della discordia porta il numero 1360, è un disegno di legge in discussione in commissione Difesa della Camera ed equipara, nella sostanza, partigiani, deportati e militari ai repubblichini di Saló. O meglio, come si legge nel testo targato Pdl, prevede l'istituzione dell'Ordine del Tricolore e l'assegnazione di un vitalizio indistintamente ai partigiani e «ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salo». Il caso è stato sollevato dall'Anpi, l'Associazione dei partigiani e ieri proprio al convegno organizzato per discutere del ddl anche due ex presidenti della Repubblica hanno manifestato tutto il loro stupore, se non l'indignazione per una proposta di quel genere.

 

La prima lettera porta la firma del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, sostiene che «il giudizio storico sulla Repubblica di Saló non puó dimenticare che essa appoggió con la sua azione la causa del nazismo, contro la quale combatterono le forze armate italiane». Sulla stessa linea il suo predecessore al Quirinale, Oscar Luigi Scalfaro, secondo il quale la legge proposta dal centrodestra «parte da un'errata valutazione della veritá  storica non puó che generare falsitá  e imbroglio. Il richiamo che ognuno di noi ha il dovere di fare è di rispettare le sofferenze di tutti, mai di confondere chi per la libertá  ha combattuto e ha dato la vita, con chi si è schierato per la dittatura e il tedesco invasore, anche se soggettivamente in buonafede». Proposta «sbagliata, nessuna equiparazione è possibile», la boccia anche Walter Veltroni: «La storia non si puó riscrivere. Nemmeno in un tempo come questo, in cui si vorrebbe che tutto fosse indistinto e per questo meno chiaro». Al convegno partecipano e si fanno sentire anche il presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Vassalli e l'ex senatore Armando Cossutta. Per entrambi, quel ddl segnerebbe un «sovvertimento della storia».

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori