News per Miccia corta

07 - 01 - 2009

``Anni di piombo, su una lapide i nomi dei ministri``

 

(la Repubblica, mercoledí, 07 gennaio 2009)

 

GIOVANNA VITALE

 


ROMA - Anche quest'anno, come tutti gli anni. Solo che stavolta sará  diverso. Stavolta Gianni Alemanno non è piú, soltanto, un esponente di partito. Quando stamane alle 9 in punto deporrá  una corona di alloro per ricordare il 31esimo anniversario della strage di Acca Larenzia, sará  la prima volta che un sindaco di Roma rende omaggio alla memoria dei tre militanti dell'Msi assassinati nell'agguato che sancí la nascita del terrorismo nero. Accanto avrá  il suo assessore alla Cultura, Umberto Croppi, autore ieri di una proposta shock: sostituire i nomi dei ragazzi caduti durante gli anni di piombo, che Veltroni aveva proposto di scolpire su un muro da costruire nella capitale, con quelli dei premier e dei ministri dell'Interno dell'epoca. Un monito a raccontare tutto quello che, su quegli anni bui, ancora non è stato detto.

Dopo il saluto del sindaco saranno tanti, nel corso della giornata, i parlamentari e i ministri di An che passeranno da Acca Larenzia: Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Fabio Rampelli, in forma privata. Storace fará  un salto alle 18, alla stessa ora in cui il 7 gennaio "˜78, un commando rimasto senza volto mitraglió Franco Bigonzetti, 20 anni, e Francesco Ciavatta, 18, all'uscita della sezione al Tuscolano. Il 19enne Stefano Recchioni fu ucciso due ore dopo da un capitano dei carabinieri "accecato" dalla guerriglia urbana esplosa nei dintorni.

Una cerimonia che Alemanno e Croppi hanno peró intenzione di spingere oltre il rito del ricordo. Tocca a loro, oggi, proseguire quel lavoro sulla "memoria condivisa" inaugurato da VeltroniMattei alla proposta di dedicarne un'altra allo studente di sinistra Valerio Verbano e ai ragazzi di Acca Larenzia. «Che erano nostri amici», rivendica Croppi. Il quale, se pure riconosce a Veltroni di aver «contribuito a creare un clima di riconciliazione che dobbiamo continuare», ne critica peró una certa retorica: «Per esempio non sono d'accordo con la sua idea di costruire un muro per ricordare tutti i caduti per mano degli opposti estremismi, di destra e di sinistra» dice. «C'è persino un problema materiale: chi ci mettiamo? Quelli di Acca Larenzia sí, Verbano pure, ma Giorgiana Masi, che fu vittima del clima irrespirabile di allora ma colpita dalla polizia? E Giorgio Vale, anche lui finito cosí? E Varisco? Qual è l'autoritá  che decide?». Ecco perché «io personalmente, ma è una mia idea, sul muro ci inciderei il nome dei presidenti del consiglio e dei ministri dell'Interno dell'epoca. E ci scriverei: "Ora diteci quel che sapete"». Croppi ha in mente un disegno preciso: «Una seria ricostruzione di quegli anni non è stata ancora fatta», conclude. «Perció ora spetta a chi, come noi, fu protagonista di quella stagione, creare le premesse per un dibattito rigoroso sotto il profilo sia storico sia politico, che finora è mancato». Significa «andare al di lá  della cronaca». Con «un'ottica finalmente diversa». attraverso una serie di atti simbolici: dall'intitolazione di una strada ai fratelli

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