News per Miccia corta

24 - 12 - 2008

30 anni dopo la lezione di Charta 77

 

(la Repubblica, mercoledí, 24 dicembre 2008)

 

 

 

 

VACLAV HAVEL

 

 


Nel gennaio del 1977, un gruppo di cittadini cecoslovacchi, di cui ho avuto il privilegio di far parte, pubblicó la Carta 77. Con quel documento chiedevamo maggior rispetto dei diritti civili e politici da parte dello Stato ed esprimevamo la nostra convinzione che noi cittadini avessimo la responsabilitá  di lavorare insieme al governo per garantire, attraverso la nostra vigilanza, il rispetto dei diritti fondamentali. Con la pubblicazione della Carta 77, non volevamo creare un'organizzazione strutturata, ma, come scrissi allora, «una comunitá  libera, informale e aperta di individui di convinzioni, fedi e professioni diverse, uniti dalla volontá  di lottare, individualmente e collettivamente, per il rispetto dei diritti civili e dei diritti umani nel nostro paese e in tutto il mondo».

 

Oltre trent'anni dopo un gruppo di cittadini cinesi ha preso a modello il nostro modesto sforzo e ha diffuso un appello analogo - per i diritti umani, per il buongoverno e per il dovere dei cittadini di sorvegliare l'operato del loro governo - con l'obbiettivo di indurre il loro Stato a giocare secondo le regole di una societá  moderna e aperta. ሠun documento di grande importanza. Gli autori della Carta 08 chiedono la protezione dei diritti fondamentali, una maggiore indipendenza della magistratura e una democrazia legislativa. Ma non si fermano qui. Con gli anni ci siamo resi conto che una societá  libera e aperta non significa semplicemente difendere i diritti fondamentali. A questo scopo, i firmatari della Carta 08 chiedono anche, saggiamente, che si protegga l'ambiente.

 

La Cina del 2008 non è la Cecoslovacchia del 1977. Per molti aspetti, è piú libera e aperta di quanto non fosse il mio paese 30 anni fa. Eppure, da molti punti di vista la risposta delle autoritá  cinesi alla Carta 08 rispecchia la risposta del governo cecoslovacco alla Carta 77.

 

Invece di rispondere alla nostra offerta di collaborazione con il dialogo e con il dibattito, il governo cecoslovacco scelse la repressione. Arrestó alcuni dei firmatari, ne interrogó e ne perseguitó altri e produsse disinformazione sul nostro movimento e sui suoi scopi. Anche il governo cinese ha respinto l'invito a discutere con i firmatari della Carta 08. Al contrario, ha arrestato due dei firmatari, Liu Xiabo e Zhang Zuhua. Poco dopo la pubblicazione della Carta 77, fui arrestato con l'accusa di aver commesso «reati gravi contro i principi fondamentali della Repubblica». Il timore è che Liu venga incolpato di un reato altrettanto arbitrario, «incitamento alla sovversione del potere dello Stato».

 

Sono rattristato dalla piega che hanno preso gli eventi. Il governo cinese dovrebbe tenere a mente l'insegnamento di Carta 77, e cioè che campagne di intimidazione, propaganda e repressione non possono sostituire un dialogo ragionato. Solo il rilascio immediato e incondizionato di Liu Xiaobo potrá  dimostrare che il governo di Pechino ha recepito questo insegnamento.

 

(Copyright The Wall Street Journal/Dow Jones and Company. Traduzione di Fabio Galimberti)

 

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