News per Miccia corta

29 - 11 - 2005

Terrorismo e diritto speciale. Un editoriale di Giuseppe D`Avanzo

A margine del processo a Mohammed Daki, assolto in appello a Milano, il giornalista Giuseppe D`Avanzo su ``La Repubblica`` riferisce la denuncia di Daki che nell`ottobre 2003 sarebbe stato stato interrogato incappucciato in questura e interrogato e minacciato (``se non parli, ti sbattiamo 20 anni a Guantanamo``) da agenti americani al sesto piano del Palazzo di Giustizia di Milano, nell`ufficio del procuratore Stefano Dambruoso.
Un episodio sul quale il giornalista auspica che la procura di Brescia se ne occupi e chiarisca qual è la veritá . Ma quest`episodio, cosí come il sequestro dell`imam Abu Omar, rapito da 22 agenti della CIA a Milano nel 2003 e trasportato clandestinamente in Egitto dove venne torturato, vengono assunti a base di un ragionamento piú ampio sul ``diritto speciale`` che dietro lo schermo della lotta contro il terrorismo ha preso piede negli ambienti giudiziari e investigativi.
Ma nell`articolo D`Avanzo si spinge a dire anche una di quelle veritá  da sempre occultate: ``Quel che accade a Milano è la riproposizione modernizzata del `diritto penale e processuale di polizia` con cui il nostro paese ha fronteggiato il terrorismo autoctono. La polizia chiese mani libere. Leggi e ordinamenti ne estesero e rafforzarono i poteri, aggirando le prerogative dei giudici. Sommarie indagini, perquisizioni, interrogatorio entrarono nella `disponibilitá ` della polizia giudiziaria``.
Insomma: le disinvolte pratiche che oggi vengono indirizzate contro i sospetti di estremismo islamico sono niente piú che la prosecuzione aggiornata delle prassi dell`emergenza a lungo sperimentate in Italia contro i movimenti e i militanti della sinistra e delle organizzazioni armate degli anni Settanta.
Una piccola veritá  che serve a ricordare come in quegli anni non furono pochi gli episodi di ``guerra sporca`` da parte di apparati istituzionali. Episodi, natualmente, impuniti e rimossi.

In allegato l`articolo di D`Avanzo da ``la Repubblica`` del 29 novembre 2005

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