News per Miccia corta

20 - 12 - 2008

Argentina. Liberi i torturatori dell`ultima dittatura

 

(Liberazione, sabato, 20 dicembre 2008)

 

 

 

 

 

Jorge Eduardo Acosta

 

Alfredo Ignacio Astiz

 

 


Sta scatenando una ridda di polemiche in Argentina la decisione della II sezione penale della Corte di Cassazione, che ha disposto la scarcerazione di due tra i piú famigerati torturatori della passata dittatura: Alfredo Ignacio Astiz, detto anche "l'Angelo Biondo della Morte" per il colore dei capelli, e Jorge Eduardo "el Tigre" Acosta. Astiz tra l'altro è giá  stato condannato all'ergastolo in Italia per l'assassinio di tre connazionali di origini italiane, e in Francia per le sevizie sotto le quali morirono due suore francesi. I provvedimenti tuttavia non sono ancora esecutivi, e l'unica speranza è che il magistrato federale di vigilanza, Sergio Torres, li riesamini e li annulli, o al limite che ne rinvii l'applicazione, per concreto pericolo di fuga degli inquisiti; è anche possibiIe che sia presentato ricorso. Leggi alla mano, peraltro, i giudici non potevano fare altro: per entrambi i beneficiari dell'ordine di rilascio era ormai scaduto il termine massimo, biennale, di custodia preventiva senza formalizzazione delle accuse. Una «vergogna», una «perversione del sistema», un «attentato contro gli argentini, contro l'ordinamento giudiziario, contro l'umanitá  intera»: cosí ha definito la decisione della Cassazione la presidente Christina Fernandez de Kirchner. Astiz, oggi 57enne, grazie all'aspetto distinto, agli occhi azzurri, alle maniere cortesi, riusciva a penetrare ovunque come spia, estorcendo la fiducia delle vittime. Per chi finiva nel mirino dell'Angelo Biondo non c'era scampo: bastava che lo abbracciasse, cosí da indicarlo agli agenti della polizia segreta, per segnarne la condanna. Astiz partecipava poi in prima persona alle torture, ed era spesso a bordo dei "voli della morte", dove prigionieri erano lanciati da un aereo nelle acque gelide dell'Oceano Atlantico.

 

Finito il lavoro, l'Angelo-aguzzino ricominciava da capo: era cosí astuto da essersi addirittura costruito una seconda identitá , quella di Gustavo Nino, cioè il "Bambino", piú volte dato egli stesso per disperso e inserito quindi nelle liste dei perseguitati svaniti nel nulla. Un trucco che gli permetteva di agire indisturbato. Acosta nel frattempo si recava in trasferta in Sudafrica, a insegnare le raffinatezze del boia ai segregazionisti dell'apartheid.

 

Coinvolto alla fine degli anni 70 nel sequestro della giovane svedese Dagmar Hagelin, Astiz suscitó uno dei maggiori scandali internazionali dell'epoca; invano le autoritá  di Stoccolma, in competizione con quelle di Parigi, ne chiesero l'estradizione: l'Angelo Biondo non ha mai lasciato l'Argentina.

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