News per Miccia corta

17 - 12 - 2008

Fini: ``Silenzio della Chiesa sulle leggi razziali``

 

(la Repubblica, mercoledí 17 dicembre 2008)

 

 

 

 

 

 

 Lupi: "Fini si è adeguato ai luoghi comuni che si sono imposti in questi anni"

 

Nucara: "Anche papa Wojtyla volle scusarsi. Fini ha detto parole giuste e coraggiose"

 

 

MARCO POLITI

 



CITTဠDEL VATICANO - Gianfranco Fini evoca la vergogna delle legge razziali e smonta la favola degli italiani eternamente «brava gente». Poi si chiede anche perché la Chiesa non si sia mobilitata di piú contro l'infame discriminazione. E scoppia, inevitabile, la buriana delle polemiche. A Montecitorio - presente Renzo Gattegna dell'Unione delle comunitá  ebraiche italiane - il presidente della Camera, nel settantesimo anniversario della legislazione antiebraica, non tiene un discorso di circostanza. Esorta a frugare negli angoli bui del passato per contrastare l'antisemitismo di oggi.

«L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali», dichiara. Resta la domanda del perché la societá  italiana si sia adeguata nel suo insieme e «perchè, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza». E qui cade il j'accuse del presidente della Camera. Non ci fu particolare resistenza, soggiunge, «nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica».

«Una veritá  storica, palmare, un giudizio storico condiviso anche dagli storici della Chiesa», dirá  qualche ora dopo Walter Veltroni, rammentando che l'orrore delle leggi razziali «avrebbe meritato una rivolta, che in realtá  non ci fu». Il leader Pd è netto: «Il mio pensiero coincide con ció che ha detto Fini». Ma intanto non si è fatta attendere la levata di scudi dei parlamentari cattolici. Maurizio Lupi, ciellino Pdl, vicepresidente della Camera, accusa Fini di essersi «adeguato a luoghi comuni, che si sono imposti in questi anni». La Chiesa, ribadisce, «ha sempre con forza le leggi razziali, cercando di aiutare gli ebrei perseguitati anche a rischio della vita di numerosi sacerdoti, suore e laici». Si scatena Luca Volontè Udc: «Dare credito a un falso storico è una scelta ideologica e opportunistica».

Mario Baccini, dei Cristiani popolari, incalza: se Fini volesse accusare la Chiesa di aver contribuito alla barbarie del razzismo, «mistificherebbe la storia». La Chiesa, sottolinea, ha sempre difeso gli innocenti. Categorico il teodem Enzo Carra, del Pd: «Gli storici, in maggioranza, non la pensano come Fini. Le responsabilitá  di singoli non possono coinvolgere i milioni di cattolici, che in Italia e anche in Germania, si opposero a quelle leggi».

Milioni, in realtá , in quella vicenda non si mobilitarono. Né fra i credenti né fra i tiepidi. Il repubblicano Nucara ricorda che papa Wojtyla volle scusarsi con il popolo ebraico per l'antigiudaismo cristiano e perché troppo pochi si levarono contro l'antisemitismo: «Fini ha detto parole coraggiose e veritiere».

Fabio Evangelisti, dell' Idv, va piú in lá : «Fini non sbaglia quando dice che da parte di Pio XI, non ci fu nessun atto politico formale volto a condannare apertamente lo scempio delle leggi razziali». E questo, senza disconoscere ció che la Chiesa fece per salvare tanti ebrei. Schiva il dibattito Pierferdinando Casini, leader dell'Udc: «Non polemizzo con i miei successori».

Secco il commento di padre Sale, lo storico della rivista Civiltá  Cattolica: «Fini è sconcertante, non conosce la storia della contrapposizione tra Pio XI e Mussolini». Ecumenica e prudente la presa di distanza del presidente del Senato Renato Schifani. Vi furono errori all'epoca, ma anche «luminose testimonianze» di solidarietá . In serata Fini ribadisce: «Ridirei ció che ho detto, mi sono documentato sui testi della Chiesa nel 2000».

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