News per Miccia corta

15 - 12 - 2008

Intervista a Luigino Scricciolo "20 anni in attesa di giustizia"ÂĚ.

 

(Memori.it)

 



Claudio Cerroni per Quaderni tuscolani

Salve Luigino, ti andrebbe di presentare il tuo libro: 20 anni in attesa di giustizia (della Memori editore), ai lettori di Quaderni Tuscolani?

Come potremmo definire questo lavoro?
Un diario dove l'aspetto umano prevale sul caso politico. Inoltre poiché, il nostro è un paese senza memoria e veritá , ogni strumento è buono per non dimenticare, per urlare la propria innocenza, rivendicare la propria dignitá . Un libro che mostra come l'abuso della carcerazione preventiva e la spettacolarizzazione dei processi è stato un male della Magistratura.

Quali cariche hai rivestito nell'ambiente politico e sindacale?
Ho militato prima in Dp e poi nella Uil: sono stato responsabile esteri di Dp e dal 1979 divenni il responbile del Dipartimento internazionale del sindacato socialista e della Federazione Cgil-Cisl-Uil. Il mio incarico internazionale mi ha portato a far parte dell'Esecutivo del movimento sindacale europeo, la Confederazione europea dei Sindacati, che raggruppa tutti i sindacati nazionale delle nazioni della Comunitá ) nonché della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi che raggruppa tutte le organizzazioni dei lavoratori nel mondo. Insomma sono stato ai vertici delle organizzazioni nazionali, europee e mondiali.

Il tuo diario si snoda seguendo due filoni principali: le vicende politiche e le traversie umane, soprattutto quest'ultime mi hanno colpito profondamente, con la mente mi hanno riportato ai tempi del liceo e alla lettura del De Profundis di Oscar Wilde, c'è qualcosa di poeticamente tragico nell'esperienza del carcere?
Le mura del carcere pi√ļ che imprigionare noi sembrano voler impedire che il mondo esterno penetri dentro. Entrare tra quelle mura equivale a scendere nel girone dei dannati di Dante. La sofferenza √® palpabile, la si respira a ogni passo, la si legge negli occhi lucidi delle persone che incontri nelle sezioni. Le mura sono fredde e lo squallore regna sovrano. Chiuso dentro gabbie di cemento e ferro il detenuto si sente abbandonato. Passare le giornate osservando il vuoto √® la peggiore delle torture. L√≠ dentro ciascuno √® abbandonato a stesso, nell'ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell'inattivit√°¬† nell'ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita. Il ritratto di Wilde che emerge fin dalle prime pagine √® infatti quello di un uomo segnato dalla delusione, logorato dalla prigionia, avvilito dalla pubblica infamia, lontano dal brillante "dandy" di salotti che tutti siamo abituati a conoscere. Questo quadro vale per coloro che finiscono in carcere per malasorte o per malagiustizia ma non sono persone che "entrano ed econo dalla prigione"¬Ě perch√© abituati al reato. La convinzione che mi sono fatto √® che i magistrati considerano il carcere nient'altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente. Il carcere non √® altro che un serraglio per animali senza teste n√© anima dove l'inquisitore crea morti civili, disperati e perseguitati. In Italia la giustizia non funziona. Un avviso giudiziario √® gi√°¬† una condanna a vita. In due sensi: non si sa mai come andr√°¬† a finire, non si sa quando finir√°¬†. Le procedure sono percorsi ad ostacoli. Mezzi e risorse sono da terzo mondo. Per questa ragione la riforma del sistema giudiziario √® irrinviabile, la divisione delle carriere irrinunciabile. Chi si oppone pregiudizialmente √® il partito dei giudici non il partito della giustizia.

 

I tuoi ricordi iniziano narrando di quel fatidico 4 Febbraio del 1982, accanto a te c'è tua moglie, lentamente si allontana con lettere dure quasi crudeli, accusa anche la tua fede, il tuo estremo tentativo alla ricerca di un minimo di giustizia. Che sentimenti provi oggi per lei?
Sono cristiano e cattolico, sono anche convinto che la nostra fede basata sull'amore e sul rispetto del prossimo sia la migliore possibile. Il carcere ha certamente provato Paola. La mia scelta è stata quella di perdonare chi mi ha fatto del male. Ma non dimentico. Bisogna avere molto sole nel costato per sopportare tutto il fango gettatomi addosso. In tempi di inganni universali, dire la veritá  è un atto rivoluzionario.

 

Con il tuo ingresso in carcere hai visto molti amici allontanarsi da te ed alcuni difenderti ostinatamente; possiamo dire che il carcere √® stata una sorta di cartina tornasole in grado di evidenziare i rapporti pi√ļ veri?
Diceva Borsellino, "la bellezza del fresco profumo di libert√°¬† fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza,della contiguit√°¬† e quindi della complicit√°¬†"¬Ě. Molti scelsero di essere dalla parte dell'inquisizione. Giornalisti che mi hanno conosciuto hanno finito per essere al servizio delle Procure; persone hanno finto di non conoscermi. Ma quelli che sono rimasti, lo sono per sempre.

 

Chi non ti stancherai mai di ringraziare?
In assoluto, i miei genitori.
Poi Dp (Capanna, Pollice, Ventura, ecc.). Ed ancora Bocca, Montanelli, Langer, Bonino, Rossanda, Pintor. Ma soprattutto i miei amici giornalista Daniele Barbieri e Renzo Rossellini, ormai diventati fratelli. Un forte impegno fu del PSI e, in particolare, di quello statista di nome Bettino Craxi.

 

√°ňÜ mutato il tuo rapporto con Dio durante questa esperienza?
Si è rafforzato come fatto intimo e interiore. In politica resto laico.

 

Tra i molti incontri avuti con personaggi importanti (praticamente tutto il mondo politico degli anni ottanta), mi ha colpito l'incontro con Fidel Castro; ti dispiace raccontarci l'aneddoto del demoproletario che difende il sigaro toscano al cospetto del Leader Maximo?
Dp partecipa insieme ai partiti delle sinistra (Pci, Psi, Psdi, Pdup) al Festival della giovent√ļ che si teneva a Cuba. La nostra folta delegazione era alloggiata alla Escuela Jos√® Marti dove vissi un mese con Massimo D'Alema, giovane intelligente, generoso e simpatico. Veramente generoso e simpatico. Noi di Dp protestammo a lungo perch√© mancava la delegazione dell'Eritrea, non ancora paese indipendente, dove il Fronte Nazionale combatteva contro il regime etiopico di Mengist√ļ appoggiato dall'Urss e con la presenza di militari cubani. I militari cubani erano nel Corno d'Africa ed in Angola. La nostra protesta imbarazzava il Governo cubano e creava non pochi disturbik al "gioioso"¬Ě svolgersi del Festival.
Fidel ci convocó e chiese ragione della protesta. Saputo che trattatasi dell'assenza degli Eritrei diede immediato mandato di accettarli al Festival. Fidel fumava un sigaro cubano (credo un Cohiba) mentre io fumavo un toscano. Si interessó al mio sigaro per poi deprezzarlo come un sigaro da poco. Mi offesi e difesi il Toscano. La mattina dopo, in visita ad una fabbrica di sigari, ricevetti un sigaro lungo almeno 50 cm. Era l'omaggio del barbusdos, lider cubano.
Resto dell'idea che il Toscano sia ottimo. Ma credo che Castro sia della sua idea.

 

Un vegliardo combattente della RSI mi disse un giorno che le ideologie sono solo larve di idee morte, te la senti di sottoscrivere questa osservazione?
Naturalmente. Io credo che molti giovani in buona fede si siano battuti per il fascismo. Tuttavia sono un partigiano della Resistenza anche se ormai la pacificazione dovrebbe essere fatto compiuto e condiviso ed i politici dovrebbero parlare meno e fare di pi√ļ.

 

Cosa ne pensi della situazione politica attuale, al di lá  della demagogia che esalta l'impegno giovanile e l'emancipazione della donna qual'è la realtá  dei nostri partiti politici?
Non ho amato il terrore di "mani pulite"¬Ě e i 31 morti di quel periodo. La fine della prima Repubblica non ha portato partiti migliori. La meravigliosa macchina da guerra di Occhetto fu sconfitta da Berlusconi cui almeno un centinaio di persone debbono la loro esistenza politica. Cosa sarebbe Pivetti senza Berlusconi? E Casini? Il vecchio Msi? E via discorrendo. La storia non torna indietro ma oggi esiste un problema di come si forma la classe dirigente. La cooptazione √® una forma al ribasso. Resto dell'idea che partecipazione, selezione e meritocrazia dovrebbe crescere proprio dentro i partiti. Non mi piace il clima politico, le liste per clan, la lottizzazione tra amici. Ecco perch√®, generalmente, mi astengo. I partiti sembrano gusci vuoti, l'opposione √® debole, divisa e confusa. Berlusconi mostra di fare e vince. Ma non ha un partito. E' un uomo solo al comando.

 

Un personaggio politico che rispetti?
Della sinistra: Capanna in primis, poi D'Alema e Marini. Del centrodestra: Tremonti ma anche Brunetta e Zaia, poveri che hanno dovuto lottare per emergere.

 

Perché?
Capanna? Leggete la prefazione e capirete. I secondi due espressione del politico radicato dentro le due correnti della fine Ottocento (comunisti e popolari).
Tremonti? Perché studia e legge in maniera moderna la globalizzazione.

 

Chi non sopporti?
Casini ed Amato. Insopportabili e inutili.

 

Spiega perchè i lettori di Quaderni Tuscolani dovrebbero acquistare il tuo libro?
Il mio Diario è leggibile in un sorso. E dimostra che quello che mi è accaduto potrebbe accadere a chiunque, magari in forma meno pesante o diversa

 

Cosa vorrebbe fare Luigino Scricciolo da grande?
Mi piacerebbe fare politica ma non trovo lo slancio ideale ed il partito. Il mio partito avrebbe questo motto di Pericle: "Qui ad Atene noi facciamo cos√≠. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo √® detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende le proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private"¬Ě. Una cosa mi manca mio babbo Dante. Vorrei rivederlo anche per pochi minuti e sapere che da lass√ļ mi protegge.

 

Ti ringrazio e ti faccio i miei pi√ļ sentiti complimenti, ho passato delle ore piacevoli e commoventi nella lettura del tuo diario, lo consiglio a tutti i nostri lettori per lo stile, gli spunti di riflessione che suggerisce e l'analisi di un periodo storico tanto complesso con cui non abbiamo ancora fatto i conti.

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