News per Miccia corta

12 - 12 - 2008

STRAGI: PERCHበRACCONTARE

 

 

 

(l'Unitá , 12 dicembre 2008)

 


 

di CARLO LUCARELLI

 


Dicono che quel giorno l'Italia abbia perso la sua innocenza, ma non è esatto. Semmai la bomba che quel 12 dicembre 1969 esplose a Milano nella sede della Banca dell'Agricoltura di Piazza Fontana, ferí ottantotto persone e ne uccise sedici subito e una un anno dopo, rappresenta uno dei momenti piú evidenti di un modo di fare politica attraverso la violenza che ha accompagnato la nostra Repubblica fin dalla sua nascita.

L'idea che per evitare i cambiamenti, oppure per guidarli – e comunque mantenere il potere - si possa ammazzare qualcuno. ሠun momento che va ricordato per molti motivi. Il primo è che ci dimostra come i cosiddetti misteri italiani non siano misteri ma segreti. Anche se i nove processi per la strage non hanno mandato in galera nessuno, le veritá  ci sono e in gran parte, a livello storico, si sanno.

Non solo per piazza Fontana, ma anche per molte altre stragi. Quello che non sappiamo sta nei cassetti di qualcuno che ce lo tiene ancora segreto. Il secondo è che ci fa vedere che siamo un paese che quando vuole sa reagire con fermezza.

Vedendo le facce dure di centomila milanesi che riempivano piazza Duomo per i funerali delle vittime, chi aveva pensato a un colpo di Stato deve aver capito che non era cosí facile.

Il terzo motivo è questo. Quando si chiede ad un ragazzo molto giovane di Milano cosa è successo quel 12 dicembre, risponderá  probabilmente (come i suoi coetanei di Bologna riguardo la strage della Stazione) che non lo sa.

Peró, quando gli si chiede se vuole saperlo, di solito risponde di sí. ሠsu quello che bisogna lavorare perché non succeda piú: chi sa le cose le racconti a chi non le sa e che, quasi sempre, ha una gran voglia di ascoltarle.

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