News per Miccia corta

11 - 12 - 2008

G8, colpí in faccia un no global nuova condanna per il vicequestore

 

(la Repubblica, giovedí, 11 dicembre 2008)

 

 

 

 MASSIMO CALANDRI

 



GENOVA - Quelle immagini avevano fatto il giro del mondo, diventando una sequenza-simbolo del G8 genovese. Immortalavano un gruppo di uomini che s'accaniva intorno ad un ragazzino, e uno dei prepotenti - alto e magro, una polo di colore giallo, un paio di jeans chiari e scarpe scamosciate - che vibrava un calcio al volto del poveretto. Bruno Mattana allora aveva 15 anni: qualche minuto dopo venne ripreso da una telecamera che mostró un occhio orribilmente tumefatto. Sette anni piú tardi Alessandro Perugini, a quei tempi numero 2 della Digos ligure ? il signore con la maglia gialla, appunto ? è stato condannato insieme ai poliziotti della sua squadra. Dopo il pestaggio avevano arrestato illegalmente l'adolescente e altri sei no-global, giustificando le manette con un verbale farcito di falsi e calunnie. Una sorta di prova generale di quanto sarebbe accaduto qualche ora piú tardi alla scuola Diaz. Ma questa volta la mano dei giudici è stata pesante: 2 anni e 3 mesi di reclusione per Perugini, sette anni complessivi per 4 sottufficiali. Le pene sono tutte sospese e condonate. Tutte tranne che per il funzionario della Polizia di Stato, nel frattempo promosso a vice-questore primo dirigente e responsabile della sezione anticrimine della questura di Alessandria. Perugini era infatti giá  stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione al termine del processo per i soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto. Il giudice si è riservato nei suoi confronti l'eventuale applicazione dell'indulto, ma a gennaio la maggior parte dei reati sará  comunque prescritta.

La violenza nei confronti del giovanissimo ? che il funzionario ha sempre negato, sostenendo di averlo solo "sfiorato" con il calcio ? era giá  stata in pratica archiviata perché Perugini ed un imputato hanno nel frattempo risarcito con circa quarantamila euro Mattana, che ha ritirato la querela. Il pomeriggio del 21 luglio 2001, il giorno dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, il ragazzino e sei suoi compagni erano stati arrestati davanti alla questura di Genova. La polizia li accusó di aver partecipato alla guerriglia urbana, lanciando pietre e aggredendo gli agenti, ma successivi filmati recuperati dal pm Francesco Cardona Albini sbugiardarono in maniera clamorosa le forze dell'ordine: i no-global erano seduti per terra a gambe incrociate e con le braccia in alto in segno di pace, quando furono presi a manganellate e portati via. Due di loro furono minacciati con una pistola puntata alla testa: li portarono tutti a Bolzaneto, nella prigione del G8, per un giorno ed una notte da incubo. Peró questa è un'altra storia.

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