News per Miccia corta

04 - 12 - 2008

Strage di Brescia, I difensori: «No al processo monstre»

 

 

 

(Corriere della Sera 3 dicembre 2008)

 



Il presidente alle parti: trovate un accordo per sfoltire la lista dei mille testimoni Tra i testi citati, oltre ad Andreotti e Cossiga, c' è anche l' ex Br Sandalo: dovrá  riferire alcune frasi sentite da Moro

 

Claudio Del Frate

 


BRESCIA - Non solo Andreotti e Cossiga, non solo tutto l' «albo» delle inchieste sui neofascisti dagli anni ' 60 a oggi. Nell' elenco dei mille e piú testi chiamati a sfilare nel nuovo processo per la strage di piazza della Loggia (10 morti e 100 feriti nel maggio del ' 74) ci sono persino l' ex brigatista Roberto Sandalo (dovrá  riferire su confidenze fattegli da Moro durante la prigionia) e boss dell ' ndrangheta. «Ma qui non dobbiamo rifare la storia d' Italia, dobbiamo attenerci al fatto: questo processo rischia di non approdare a nulla» l' appello è arrivato ieri mattina dai difensori di Delfo Zorzi, il neofascista che vive in Giappone e accusato di essere uno degli ispiratori della strage. Il rischio che l' intera macchina del processo si incarti è concreto se il presidente della Corte d' Assise Enrico Fischetti ha chiuso l' udienza di ieri - la seconda - con una proposta di ragionevolezza: ha dato tempo alle parti fino al 18 dicembre prossimo per sfoltire l' infinita lista di testimoni invitando le parti a riunirsi per decidere a quali «voci» rinunciare di comune accordo. In effetti ieri è apparso in tutta la sua dimensione il compito improbo che attende la Corte: alcune difese hanno chiesto di produrre «l' 80% degli atti del processo di piazza Fontana», altri vogliono chiamare sul banco dei testimoni ex agenti della Cia di cui non si conosce l' indirizzo, oltre naturalmente a tutti i protagonisti di inchieste sull' eversione nera in Italia. Particolare quest' ultimo, che ha una sua ratio fondamentale: il nuovo impianto accusatorio della strage non ha senso se non si leggono i fatti di Brescia in diretta connessione con quanto avvenne in Italia prima e dopo piazza della Loggia. Il teorema dei pm Piantoni e Di Martino è infatti quello della strage messa a segno da una cellula neofascista in collaborazione con apparati deviati dello Stato e anche del governo Usa. Ma per arrivare a uno straccio di veritá  - ora o mai piú - il tempo non è una risorsa infinita.

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