News per Miccia corta

29 - 11 - 2008

Battisti, dal Brasile no all'asilo politico

 

(la Repubblica, sabato, 29 novembre 2008)

 

 


 

 

 Condannato all'ergastolo per 4 omicidi. La parola passa al ministro della Giustizia

 

 

OMERO CIAI




Ancora un passo in avanti in Brasile verso l'estradizione di Cesare Battisti, l'ex leader dei "Proletari armati per il comunismo", rifugiatosi a Rio de Janeiro alla fine del 2004 ed arrestato nel marzo del 2007. La "Conare", comitato nazionale per i rifugiati, un organo del ministero della Giustizia, ha respinto la domanda di asilo politico fatta dell'ex terrorista. La decisione è stata presa a maggioranza dai membri del comitato del quale fanno parte anche rappresentanti dell'Alto commissariato dell'Onu e della Caritas.

La decisione di far esaminare la richiesta di Battisti dal "Conare" era stata presa dal presidente del Tribunale supremo nel luglio scorso dopo che il procuratore generale della Repubblica aveva dato parere favorevole alla sua estradizione in Italia. Se la "Conare" avesse accettato la richiesta di Battisti il processo di estradizione sarebbe stato automaticamente sospeso in quanto la legge brasiliana vieta che stranieri accusati di un crimine politico o di opinione possano essere espulsi dal paese. Ora Battisti ha due settimane di tempo per fare appello al ministro della Giustizia, Tarso Genro.

Condannato in contumacia all'ergastolo in Italia per quattro omicidi - tra cui quello del gioielliere Pierluigi Torregiani, ucciso a Milano il 16 febbraio del 1979 - , Battisti venne arrestato per la prima volta nel 1979 ma riuscí ad evadere nel 1981 e a fuggire in Francia. Poi si trasferí in Messico dove rimase per tutti gli anni Ottanta e dove inizió a scrivere romanzi gialli. Nel 1990 ritornó a Parigi dove rimase, e dove conquistó una certa notorietá  grazie ai suoi libri, finché le autoritá  francesi non accolsero una seconda richiesta di estradizione proveniente dall'Italia.

Prima della scadenza dell'ultimo ricorso nell'ottobre del 2004, Battisti fuggí e con l'aiuto di alcuni amici francesi si rifugió in Brasile. La scelta del paese sudamericano venne presa proprio per il fatto che altri fuggiaschi degli "anni di Piombo", come Achille Lollo (ex Potere Operaio e uno dei responsabili della strage di Primavalle), erano riusciti ad ottenere lo status di rifugiati politici e a superare indenni le richieste di estradizione formulate dall'Italia.

Il passaggio della "Conare" era decisivo proprio perché dopo la sentenza del Procuratore generale, nella quale si sosteneva che i delitti per i quali è stato condannato Battisti non possono essere considerati «politici», questo Comitato era quello preposto a dirimere la disputa. Tra Italia e Brasile esiste un trattato di estradizione, entrato in vigore nel 1993, che esclude proprio i casi considerati «politici». Questo anche perché in Brasile, dopo la dittatura, è stata approvato una amnistia molto vasta che ha di fatto annullato tutti i reati commessi dai gruppi guerriglieri di sinistra che combattevano il regime militare.

Ora la decisione spetta al ministro della Giustizia Tarso Genro e non è affatto certo che sia uguale a quella della "Conare" perché all'interno del Pt, il partito del presidente Lula, esiste un'area di pressione a favore di Battisti. Se anche il ministro respingerá  l'appello, la sentenza finale sull'estradizione spetterá  al Tribunale supremo ma, a quel punto, sarebbe difficile negarla.

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