News per Miccia corta

19 - 11 - 2008

Garzón rinuncia, niente inchiesta sul franchismo

 

(la Repubblica, mercoledí, 19 novembre 2008)

 

 

 

 

 

Viene accusato di volere "riaprire vecchie ferite" Pochi giorni fa la procura aveva bloccato l'esumazione dei resti di Garcia Lorca

 

 

 

ALESSANDRO OPPES

 




MADRID - Il grande colpo mediatico non è riuscito: questa volta il super-giudice Baltasar Garzón ha deciso di rinunciare prima di subire un doloroso e prevedibile sgambetto da parte dei suoi colleghi della Audiencia Nacional. Non si fará  il processo contro l'ex dittatore Francisco Franco e altri 44 alti dirigenti del regime perché il magistrato «ne ha accertato la morte». Non che esistesse qualche dubbio in merito: il fatto è che, dopo aver acquisito un'enorme fama a livello internazionale per aver fatto arrestare il tiranno cileno Augusto Pinochet e processare i responsabili della «guerra sporca» argentina, Garzón voleva anche chiudere i conti con il torbido passato della Spagna. Ma la procura ha cominciato a mettergli i bastoni fra le ruote sin dall'inizio. E mentre il governo Zapatero elogiava l'iniziativa - in linea con la legge sulla Memoria Storica varata lo scorso anno dall'esecutivo socialista - la destra del Partito Popolare e la stampa conservatrice lo accusava di voler «riaprire vecchie ferite».

 

Per questo il magistrato ha deciso di fare un passo indietro: per evitare di essere dichiarato «incompetente» a condurre l'indagine sul franchismo, con una sentenza pubblicata ieri mattina ha dichiarato estinta la responsabilitá  penale di Franco e ha rinunciato a portare avanti l'inchiesta. In questo modo lascia aperta la possibilitá , per i tribunali locali di tutta la Spagna, di continuare a indagare sui desaparecidos e ordinare l'apertura dell'infinitá  di fosse comuni presenti su tutto il territorio. Garzón aveva tentato, meno di due settimane fa, di dare il via libera all'esumazione dei resti del poeta Federico Garcá­a Lorca, fucilato insieme ad altri due oppositori all'inizio della Guerra Civile, nell'agosto del 1936, nei pressi di Granada. Ma la sua decisione era stata subito bloccata dalla sezione penale della Audiencia Nacional, su richiesta della procura che non la giudicava «né urgente né necessaria».

 

Il 16 ottobre scorso, Baltasar Garzón aveva annunciato la propria decisione di dichiararsi competente a indagare sui «crimini contro l'umanitá » commessi durante la Guerra Civile nel quarantennio di dittatura franchista, accettando in questo modo la denuncia presentata dall'Associazione per il Recupero della Memoria Storica, che è impegnata da anni nella ricerca dei resti dei desaparecidos del regime. Il magistrato aveva poi ordinato l'apertura di 25 fosse comuni. Dopo aver appreso la decisione di Garzón - contenuta in una sentenza di 150 pagine - il vice-presidente dell'Associazione, Santiago Macá­as, ha dichiarato alla radio Cadena Ser che ora si cercherá  di fare in modo che l'indagine possa continuare in un altro modo: «Non si puó dire quasi mai che sia la fine, i nostri avvocati stanno esaminando la situazione per vedere che cosa si puó fare». ሠanche la speranza dello stesso Garzón, che ha trasferito gli atti di questa causa a una ventina di tribunali provinciali. Saranno loro, sempre che non arrivi un nuovo altolá¡ da Madrid, a dover dare il via all'apertura delle fosse comuni.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori