News per Miccia corta

05 - 11 - 2008

Quando la Spagna minacciava il Portogallo dei garofani

 

 

(Corriere della Sera, 4 novembre 2008)

 

 

 

Rosaspina Elisabetta

 

 


MADRID - La guerra, che i libri di storia non dovranno raccontare, sarebbe potuta scoppiare fra Spagna e Portogallo nella primavera del 1975, quando un cablogramma da Gerusalemme informó il segretario di Stato americano, Henry Kissinger, che il governo spagnolo era pronto ad attaccare i suoi vicini, fatalmente attratti dal comunismo. Al dittatore Francisco Franco mancavano ancora pochi mesi di vita, dopo 39 anni di regime. Il Portogallo, invece, stava per festeggiare il primo anniversario della «Rivoluzione dei garofani» che aveva rovesciato il governo autoritario di Marcelo Caetano, successore di Salazar. La Spagna, isolata in Europa, cercava l' appoggio - o perlomeno il nulla osta - statunitense per un' operazione militare che scongiurasse l' eventuale contagio di idee «bolsceviche». Le consultazioni tra l' ultimo capo di governo di Franco, Carlos Arias Navarro, e i diplomatici americani finirono nero su bianco nei cablogrammi che, dall' ambasciata Usa di Madrid, partivano regolarmente per Washington. E lí, nell' Archivio di Stato, sono stati ritrovati ora dal quotidiano El Paá­s che ricostruisce, cosí, il conflitto mancato tra la Spagna, al tramonto della dittatura, e il Portogallo, all' alba della democrazia. Il nuovo governo di sinistra che sarebbe scaturito dalle elezioni portoghesi del 25 aprile preoccupava i ministri di Franco. Una riunione a Gerusalemme, nel marzo precedente fu l' occasione per Arias di manifestare le sue inquietudini al vice segretario di Stato, Robert Ingersoll, che invió un cablogramma a Kissinger: «Il Portogallo è una seria minaccia per la Spagna, non soltanto per gli sviluppi in corso nella sua situazione, ma anche per l' appoggio esterno che potrebbe ottenere e che sarebbe certamente ostile alla Spagna». E, poiché la miglior difesa è l' attacco: «La Spagna sarebbe disposta a ingaggiare la battaglia anticomunista da sola, se fosse necessario. ሠun Paese forte e prospero. Non vuole chiedere aiuto. Peró confida nella cooperazione e la comprensione dei suoi amici, non soltanto nell' interesse della Spagna, ma di tutti quelli che la pensano allo stesso modo». Arias aveva una carta forte da giocare sul tavolo delle trattative: il rinnovo della concessione delle basi militari agli Usa. In cambio voleva entrare nella Nato, contare quanto i suoi avversari in Europa, visto che la Spagna era l' ultimo bastione anticomunista. Ma era troppo chiedere agli Stati Uniti, almeno finché Franco era vivo. Il governo spagnolo accantonó i suoi piani bellicosi: a settembre doveva tenere a bada l' indignazione internazionale per l' esecuzione delle condanne a morte di tre membri dell' Eta e due del Fronte Rivoluzionario Antifascista e Patriota. Non era piú il tempo né il caso di aprire un fronte anche con Lisbona.

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