News per Miccia corta

02 - 11 - 2008

Eccidio nazista Germania ricorre a Corte dell'Aja

 

(la Repubblica, domenica, 02 novembre 2008)

 


 


 

 

 

Berlino chiede che venga confermato "il principio dell'immunitá  degli Stati"

 

ANDREA TARQUINI




BERLINO - Si va a una decisa escalation nel confronto tra Italia e Germania sulla strage nazista di Civitella, nei pressi di Arezzo. Il governo federale si prepara a sporgere ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja contro l'Italia. Cosí Berlino intende reagire alla recente sentenza della Corte di Cassazione italiana, la quale ha ingiunto alle autoritá  tedesche di pagare adeguati indennizzi ai familiari delle vittime civili del massacro compiuto durante la seconda guerra mondiale dalla Wehrmacht, l'esercito del Terzo Reich occupante, o ai sopravvissuti.

La notizia è stata diffusa ieri con le anticipazioni di un breve ma importante servizio che il settimanale Der Spiegel pubblicherá  nel suo nuovo numero in edicola oggi. E ieri sera, interpellati da Repubblica, il portavoce dello Auswaertiges Amt, il ministero federale degli Esteri, hanno confermato: «Sí, è vero, il governo federale ha l'intenzione di portare il caso alla Corte dell'Aja».

Il paese che, anche nella sentenza della sua corte di cassazione, conferma giustamente di ritenersi vittima di quei crimini nazisti, diverrá  quindi imputato a causa della denuncia che in sostanza la Germania sporgerá  alla corte internazionale di giustizia dell'Aja. La situazione appare tragicamente paradossale, ma al momento si vedono poche vie d'uscita. Secondo quanto hanno dichiarato al telefono ieri sera fonti diplomatiche tedesche, «si tratta di stabilire il principio dell'immunitá  degli Stati dalle massime istanze giuridiche internazionali, perché non puó essere né nell'interesse della Germania né in quello dell'Italia che questo principio fondamentale del diritto internazionale venga annacquato».

La Germania, fanno notare fonti vicine al governo secondo Der Spiegel, vuole appellarsi al principio dell'immunitá  degli Stati anche per evitare di affrontare una valanga di processi e richieste di risarcimenti che «porterebbe a un'insicurezza del diritto a livello mondiale». Secondo le stesse fonti diplomatiche, «il fatto che ci rivolgiamo alla Corte internazionale non significa che il governo federale si voglia sottrarre alla responsabilitá  morale della Germania per i crimini nazisti né che voglia prenderne le distanze».

La grande novitá  della recente sentenza della Corte di cassazione italiana era stata appunto questa: il verdetto rendeva la Repubblica federale, quindi la democrazia postbellica nata a Bonn, erede a tutti gli effetti degli Stati tedeschi che l'hanno preceduta, e quindi in questo caso giuridicamente responsabile per gli atti del regime nazista che fu al potere tra il 1933 e il 1945. Berlino invece si appella appunto al principio tradizionale dell'immunitá  degli Stati. Si va dunque verso un difficile confronto giuridico, diplomatico e politico, che peserá  anche sull'imminente vertice bilaterale di novembre tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Intanto fonti dei tribunali militari italiani invitano ad attendere con calma. «Aspettiamo serenamente il giudizio della Corte dell'Aja», ha dichiarato Marco de Paolis, pm per il processo contro l'ultimo ex soldato nazista incriminato per la strage di Civitella.

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