News per Miccia corta

02 - 11 - 2008

Libri, tesi e corsi universitari la rivincita di Karl Marx

 

(la Repubblica, domenica, 02 novembre 2008)

 


 


 

 

 

Triplicate le vendite de "Il capitale", riabilitato il padre del socialismo scientifico. Tra i "fan" un insospettabile vescovo

 

ANDREA TARQUINI




BERLINO - Si potrebbe quasi parafrasare la storica prima frase del "Manifesto del partito comunista": uno spettro s'aggira per l'Europa. Non lo spettro del comunismo, come nella frase originale, ma quello di Karl Marx. Scosso dalla tempesta della grande crisi finanziaria ed economica mondiale, il Vecchio continente riscopre il filosofo-politologo che insieme a Friedrich Engels scrisse quel volume e fu in sostanza il padre del socialismo scientifico e delle ideologie di sinistra poi degenerate con Lenin e Stalin. "Il capitale", l'opera piú celebre di quei due austeri signori barbuti del 19mo secolo, va a ruba. Corsi di marxismo tornano materia di studi in ben trentuno universitá  tedesche. E un casuale omonimo del grande pensatore riabilitato predica anche lui cambiamenti di fondo, perché «senza umanitá , solidarietá  e giustizia il capitalismo non ha futuro». Non è un ultrá  di sinistra, bensí monsignor Reinhard Marx, vescovo di Monaco e Freising.

Il ritorno di Marx è il fatto culturale del momento, nella Germania cuore d'Europa che pure per la forza della sua struttura industriale e del suo welfare resiste meglio d'altre economie alla grande crisi. A riportare il Capitale negli atenei è stata la mitica Sds, l'associazione studentesca socialdemocratica, che nel Sessantotto, contaminata dai figli dei fiori e dal pacifismo, fu la culla della rivolta giovanile. «Abbiamo lasciato per troppo tempo Marx sugli scaffali», afferma Wolfgang Fritz Haug, docente di filosofia dell'universitá  di Friburgo. Gli attivisti della Sds sono convinti che «il capitalismo è sull'orlo del baratro»: per loro rileggere Marx puó aiutare a capire l'attuale crisi. «Leggere il capitale, comprendere il capitalismo, confrontare, superare!», è il loro motto. E le vendite del libro volano: triplicate in poco tempo, ristampe in corso in tutta fretta.

Volano anche le vendite de "Il capitale: una preghiera", l'opera in cui il vescovo Marx attacca i "rapaci' e gli "avvoltoi" del sistema economico odierno. Propone riforme, non certo una rivoluzione violenta. Ma guarda caso, inizia il suo libro con una lettera immaginaria all'illustre filosofo. «Stimato Karl Marx, come suo omonimo le devo forse delle scuse. Abbiamo gettato troppo in fretta alle ortiche le sue opere». Monsignor Marx, che nella Chiesa è ritenuto piú conservatore che non liberalprogressista, cita peró volentieri l'enciclica Rerum Novarum e ogni altro passo sociale del cattolicesimo. E su un punto almeno è vicino alle sinistre giovanili: chiede «uno Stato forte che impedisca il formarsi di strutture dei peccatori», sostiene che la crisi finanziaria mostra come a volte la libertá  abbia bisogno di confini. Del resto lo stesso ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbrueck, socialdemocratico riformista di scuola Schroeder-Tony Blair, ha appena detto che «alla luce della crisi attuale ammettiamo pure che non tutto quanto ha scritto Karl Marx era sbagliato».

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