News per Miccia corta

01 - 11 - 2008

Gelli in tv: Berlusconi puó attuare il piano P2

 

(la Repubblica, sabato, 01 novembre 2008)

 

 



 

FRANCA SELVATICI




FIRENZE - «Sono nato sotto il fascismo, sono fascista e moriró fascista». Licio Gelli ricompare dopo lungo silenzio per presentare un ciclo di trasmissioni dal titolo «Venerabile Italia», di cui sará  protagonista su Odeon Tv. E la prima uscita pubblica dopo tanti anni diventa l'occasione per parlare del Berlusconi di cui si fida e del Fini che lo ha un po' deluso, della Gelmini e dell'«attualitá » del Piano di rinascita, fino alle manifestazioni di piazza da reprimere. Un Gelli a tutto campo che scatena le proteste dell'intera opposizione e della Federazione della stampa. E la richiesta di oscuramento: «La P2 non puó andare in onda».

«Avevo molta fiducia in Fini perché aveva avuto un grande maestro, Almirante. Oggi non sono piú dello stesso avviso - esordisce l'ex "Venerabile" - L'unico che puó portare avanti il Piano di rinascita democratica è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2 ma perché ha la tempra del grande uomo, anche se ora è in un momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare». Ha anche voglia di rispolverare a suo modo la storia l'89enne fondatore della Loggia illegale. «Il Piano era volto al bene: volevamo piú disciplina, l'ordine e cambiare le cose che non funzionavano, come la magistratura». Giá , lo stesso pallino del Cavaliere. Mentre Dell'Utri è «bravissima persona, non mafiosa». Gelli non condivide tutto l'operato del governo, «perché se uno ha la maggioranza, deve usarla senza interessarsi della minoranza, che non deve scendere in piazza, né offendere. Gli studenti devono stare in aula, studiare». E se vanno in piazza? L'ex Venerabile allora rievoca Scelba, la celere, gli idranti. «Non deve essere concesso tutto quello che è concesso oggi. Ci sono provvedimenti che non vengono presi perché impopolari. Invece bisogna affondare il bisturi o non si puó guarire il malato». Quindi Gelli non risparmia una sinistra profezia: «Le stragi ci sono sempre state e sempre ci saranno perché non c'è ordine. Prima del 1960 non c'erano perché il popolo era uscito dalla dittatura del fascismo, che aveva abituato la gente a lavorare senza scioperare. Ora il terreno è fertile per la rinascita delle Br. E se torneranno le Br, ci saranno altre stragi».

L'uscita scatena una tempesta. «Prima Cossiga, poi lui, bisogna vigilare - secondo Rosy Bindi - Tornano i fantasmi del passato, inquietante il nuovo tentativo di inquinare la vita pubblica». Replica con insulto dall'ex capo dello Stato: «Non accetto lezioni di etica politica dalla Bindi. ሠbrutta, cattiva e cretina». E Lei: «Dopo quel che ha detto in questi giorni, con lui non intendo interloquire». Dal Pd Finocchiaro e Minniti chiedono se «Berlusconi non abbia nulla da dire». La Fnsi («Nessun giornalista si presti») e parlamentari come Vita e Giulietti («La P2 non vada in onda»), invocano l'intervento dell'Agcom. Anche l'Udc dice «no ai cattivi maestri in tv». Il Pdl, imbarazzato, prende le distanze, col vicecapogruppo Napoli: «Il sostegno di Gelli al governo non è stato richiesto».

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