News per Miccia corta

30 - 10 - 2008

La crisi dell'Onda, si spacca il movimento

 

(la Repubblica, giovedí, 30 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

 

Secondo molti da ieri "tutto è cambiato, non possiamo piú stare insieme" 

 

 

 

MARIA NOVELLA DE LUCA 

 

 

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ROMA - E' durato poco piú di un mese il sogno del movimento senza recinti, senza ideologie e senza cuori rossi o neri. C'è voluto il primo grido "Duce, duce", due giorni fa, sotto il Senato, e la risposta del corteo "siamo tutti antifascisti", per capire che l'aria stava per cambiare. E cioè che il movimento s'è rotto, la battaglia contro i tagli all'istruzione non unisce piú ma divide, di lá  i "neri" di Blocco studentesco e Lotta studentesca, di qua i collettivi, le sigle universitarie della sinistra, i centri sociali, e poi gli altri, orgogliosamente antipolitici, autodichiarati "irrappresentabili", che dopo gli scontri di ieri peró ammettono di sentirsi confusi e delusi.

 

Dalla Sapienza in assemblea permanente Giorgio Sestili, 24 anni, studente di Fisica, uno dei leader della protesta, dice che non è vero, «il tentativo di ideologizzare il movimento è fallito». «Non esistono blocchi contrapposti, gli scontri di ieri erano organizzati, pilotati, e bastava guardare l'etá  di chi aveva catene e bastoni: 30-35 anni, nomi e volti noti di Casa Pound, neonazisti ben conosciuti alle forze dell'ordine, venuti a Piazza Navona per provocare e dividere». Oggi dunque nel corteo, sostiene Sestili, «i movimenti mostreranno la loro anima pacifista, tra di noi ci sono studenti di destra, di Forza Italia, ma anche studenti che non si riconoscono in nulla se non nella battaglia per la scuola, l'universitá  e la ricerca... «.

 

Forse. Eppure Annalisa, di Psicologia, afferma invece che da ieri tutto è cambiato, lei si dichiara "moderata", e tendenzialmente apolitica, ma di fronte alle provocazioni bisogna dire «da che parte stai, non è un caso che ci siamo ritrovati tutti a cantare Bella Ciao, il movimento si è spaccato, si deve riconoscere che è la sinistra a guidarlo, e ad avere la forza di contestare gli scempi di questo governo». Per essere "apolitica" parla come una piccola leader Annalisa, ma intanto il movimento, senza sigle né cappelli, fa un salto dichiarato dentro la gauche, mentre l'area della destra fa quadrato non tanto verso il Blocco Studentesco, fascisti troppo estremi, quanto, semmai, avvicinandosi ad Azione Universitaria, emanazione giovanile di Alleanza Nazionale. Ancora sudato e rosso in viso, Fulvio V. studente del liceo Giulio Cesare, uscendo da piazza Navona, sostiene concitato che sono stati «i centri sociali ad aggredire i ragazzi di Blocco Studentesco, loro volevano manifestare pacificamente, e hanno soltanto risposto alle provocazioni, fino a adesso io ero di destra ma alle assemblee e ai collettivi ci andavo, sono d'accordo con le occupazioni e contesto i tagli della Gelmini, peró i rossi non devono rompere il c... è finita la favola che potevamo fare le manifestazioni tutti insieme».

 

La pace sembra rotta, si sa che d'ora in poi le provocazioni ci saranno, «andatevi a leggere le dichiarazioni di Cossiga - ricorda Eugenio, laureando in Giurisprudenza - sull'uso degli infiltrati nelle manifestazioni, e capirete che il movimento non c'entra nulla, c'è chi è schierato e chi no, ma il tentativo è chiaro, vogliono che ci spacchiamo, che ci massacriamo tra di noi, per farci dimenticare ció che accade, quello che ci stanno rubando». Al di lá  del movimento le universitá  sono divise in sigle nuove e storiche, a sinistra la Rete degli studenti, l'Uds, vicina al Pd, e l'Udu, organizzata come un sindacato. A destra c'è Lotta Studentesca, emanazione di Forza Nuova, Azione Universitaria, costola di Alleanza nazionale, presente e assai attiva anche nei licei. Quindi c'è il "Blocco", giovani, dicono loro, dal cuore nero, pochissimi numeri nelle scuole e negli atenei ma un'organizzazione militare nel partecipare a cortei e manifestazioni. Oggi nel corteo culmine di questo ottobre di protesta no-stop si vedrá  se davvero sono tornati gli steccati, i blocchi contrapposti. «Saremo pacifisti e compatti», dicono. Eppure giá  stamattina gli universitari saranno divisi in tre cortei: l'Udu e l'Uds, con la Rete degli studenti, partiranno dal grande piazzale della Stazione Termini di Roma, dove arriveranno i treni delle organizzazioni sindacali. Il movimento, invece, si è dato appuntamento alla Sapienza. I giovani di destra cammineranno con i loro striscioni e le bandiere tricolori. Tre aree, tre mondi, divisi alla meta. 

 

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