News per Miccia corta

28 - 10 - 2008

Né vinti né vincitori. Il 4 novembre giorno della memoria per ricordare l'inutile strage

 

(Liberazione, martedí, 28 ottobre 2008)

 

 

 

 

Lidia Menapace

 




2 giugno, Festa della Repubblica, 4 novembre, Festa delle Forze armate (della Repubblica): metto di seguito queste due date che si tengono: infatti la protesta contro la celebrazione militare del 2 giugno è cominciata molto tempo fa e aveva portato fino alla sospensione della sfilata per le vie di Roma, ripristinata da Ciampi; quanto alle celebrazioni e discorsi per il 4 novembre si tratta di vedere se il loro carattere non contraddica appunto il carattere della Repubblica.

Infatti le Forze armate non sono certo piú quelle della monarchia sabauda, né quelle del regime fascista: debbono essere le forze armate di una repubblica democratica fondata sul lavoro e che ripudia la guerra come aggressione alla libertá  degli altri popoli, ma anche come strumento di risoluzione di controversie internazionali, lo sappiamo dall'art.11 che nessuno propone di abrogare né di modificare.

L'attuale ministro della difesa e coordinatore di Alleanza nazionale non si pone peró questioni di adeguatezza - si direbbe - anzi! Vediamo dunque come si potrebbe delineare un concetto di difesa repubblicana (la Costituzione afferma che la difesa della patria è dovere "sacro" per ogni cittadino: l'aggettivo è poco laico e per nulla repubblicano, ma lasciamo perdere). Si è sempre inteso "difesa della patria" come difesa del suo territorio in caso di aggressione o invasione o occupazione da parte di altro Stato. Ma da qualche tempo è invalso l'uso di interpretare "difesa della patria" come "difesa degli interessi nazionali ovunque nel mondo anche con mezzi di intervento rapido". E' una definizione costituzionalmente corretta? Sono mai stati precisati gli "interessi nazionali"?

Per esempio gli interessi dell'Eni sono direttamente interessi nazionali? E quindi mandare i Carabinieri a Nassirya a difendere i pozzi dell'Eni è interpretazione corretta dell'art.11? A prescindere dal fatto se poi lo spiegamento fosse o no adeguatamente sicuro (e molti carabinieri dicono di no e vorrebbero risposta). L'integritá  delle discariche è un interesse nazionale? E chi attacca o contesta una discarica puó essere ucciso come invasore? Oppure: gli interessi delle Acciaierie di Taranto o la diffusione di diossina dagli alti forni o di altri materiali pericolosi o amianto sulle navi o nelle fabbriche o sui treni deve ritenersi interesse nazionale piú della salute delle persone? O la produzione industriale - magari di fabbriche di armi - vale come interesse nazionale piú della produzione agricola? Ritardare l'applicazione delle misure europee sul clima quanta distruzione di pecore o latte o formaggi alla diossina comporta? E chi stabilisce che le auto valgono piú dei formaggi quanto a interesse nazionale? E se le Universitá  diventassero fondazioni private si potrebbero o no trovare scienziati che dimostrerebbero tutto?

A me pare che la cosa piú costituzionale che in materia sia stata fatta fu la sospensione della leva obbligatoria e l'avvio dell'esercito professionale, cioè militari di professione che sono - come amano definirsi - "cittadini con le stellette". Se sono cittadini, hanno tutti i diritti che ineriscono alla cittadinanza, per esempio il diritto a tutelare i loro legittimi interessi attraverso un vero sindacato e un patronato riconosciuto e attivo. Servirebbe a contrattare misure di sicurezza e ad applicare il principio di precauzione, a stare in giudizio collettivamente nei casi di riconoscimento di cause di servizio o di risarcimento di danni ecc.

A che punto siamo in proposito? La richiesta di sindacalizzazione era forte anche tra i nostri militari e legata a Military Unionism , l'associazione che lega molti militari degli eserciti europei dotati per l'appunto di sindacati. Una proposta di legge di iniziativa popolare cominció a raccogliere firme preso la Cgil con l'appoggio di militari delle varie armi e corpi. Io stessa quando mi occupai della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito mi resi conto che il meglio - per evitare strumentalizzazioni partitiche o clientelari o residui di militarismo non democratico - era di considerare i militari per l'appunto cittadini soggetti alla Costituzione e titolari di tutti i diritti di chi è cittadino. Per quanto mi riguarda vedrei accettabile anche la richiesta del diritto all'obiezione di coscienza con caratteristiche adeguate al servizio (c'è nell'esercito germanico).

Ció che propone il ministro La Russa è invece in fondamentale contrasto con lo spirito della Costituzione e non rompe con le tradizioni non repubblicane e non democratiche. Fino a lasciar intendere che tra Difesa ed Esteri non vi è concordanza sul modo di stare in Afghanistan, se con ossequio alla Costituzione o se gli Usa ci chiedono di starci. Curioso concetto di sovranitá  nazionale! E anche gestione alquanto corporativa dei ministeri, la Difesa che rinfocola il nazionalismo (subalterno agli Usa beninteso) e gli Esteri legati alla trattativa e gestione diplomatica dei casi.

Comunque sul 4 novembre fa fare passi indietro alla convivenza senza nemmeno rendersene conto. Non basta che D'Alema abbia fatto danni riconoscendo la secessione di quella parte del Kossovo che perció vuol chiamarsi Kossóva e che a Bolzano ha rinfocolato la richiesta di autodeterminazione in varie forze politiche sudtirolesi, adesso si riparte anche col 4 novembre? Qui a Bolzano forse la prima manifestazione che vide insieme studenti di lingua italiana e di lingua tedesca fu un sit in in piazza Erbe, promosso da Alex Langer allora allievo del Liceo di lingua tedesca e da studenti e professori delle scuole in lingua italiana per dire che non si poteva fondare la convivenza sulla celebrazione della vittoria e la riconferma della sconfitta. Fu un grande evento civile che portó - negli anni - a ricordare il 4 novembre solo come memoria di tutti quelli che erano caduti nella prima e seconda guerra mondiale. Quanti anni ci sono voluti per ricordare civilmente la data dell'"inutile strage",come la definí Benedetto XV. Visto che si viaggia a scialo di "valori cristiani" cito la famosa frase di quel papa: poi per essere anche laica e repubblicana ricordo che a Rosa Luxemburg la prima guerra mondiale era apparsa come una enorme tragedia nella quale i due piú maturi proletariati d'Europa, quello tedesco e quello francese, "travestiti da militari si spararono addosso agli ordini delle rispettive borghesie nazionali".

Forse la cosa migliore sarebbe di proiettare Kameradschaft di Pabst e La Grande illusione di Renoir o una scelta della filmografia sulla prima e seconda guerra mondiale dei vari paesi, con le loro ambiguitá  critiche fino a Roma cittá  aperta e Paisá  , la Romana e Achtung! Banditi!, magari anche fino a S.Anna di Stazzema . Si puó vivacemente discutere, ma a partire da una cultura appunto democratica e repubblicana.

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