News per Miccia corta

28 - 10 - 2008

Memoria, la sfida di Alemanno dopo i lager, omaggio alle foibe

 

 

 

(la Repubblica, martedí, 28 ottobre 2008)

 

 

 

 

ALESSANDRA LONGO

 




ROMA - «Siamo qui per rifare la storia insieme». Laura Marsilio, assessore alle politiche scolastiche ed educative del Comune di Roma, finalmente puó annunciare un progetto cui la giunta Alemanno tiene particolarmente: portare gli studenti delle scuole secondarie superiori sui luoghi delle foibe. Omaggio alle vittime massacrate dai comunisti jugoslavi di Tito, a Basovizza, Trieste, Pola, Fiume. I viaggi ad Auschwitz, ereditati dalla gestione Veltroni, continueranno (del resto sarebbe imbarazzante, finché Fini è il lider maximo, revocarli) ma i nuovi padroni di casa vogliono affiancare a quell'esperienza, ormai consolidata, anche la missione nelle tormentate terre istriano-dalmate, terre «indiscutibilmente italiane». Percorso articolato nel tempo, spese a carico del Campidoglio: prima l'aggiornamento per i docenti (si è tenuto ieri a Villa Torlonia), poi seminari, dibattiti e, infine, a metá  febbraio, tre giorni di «visita culturale».

La Marsilio, in una circolare interna rivolta a dirigenti e docenti, spiega quanto sia necessario per le giovani generazioni «promuovere la memoria della tragedia dell'esodo e del genocidio degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia». Pagine di storia solo di recente riemerse, molto strumentalizzate a fini politici (la destra missina e poi An ne hanno fatto il Leit-motiv di ogni campagna elettorale sui confini nordorientali, ndr) che ora vengono proposte alle scuole con il rassicurante timbro dell'«arricchimento dell'offerta formativa», del «rafforzamento della memoria individuale e collettiva», del «confronto serio e costruttivo» dopo «i lunghi anni di silenzio legati a congiunture internazionali». Ben altro tono aveva usato, a suo tempo, Francesco Storace che, da governatore del Lazio, tentó di istituire «una commissione di esperti» incaricata di epurare «i libri di storia faziosi», primo fra tutti il Camera-Fabietti, accusato di trascurare la tragedia delle foibe.

Dunque gli studenti romani andranno ad Auschwitz e a Basovizza (dovranno scegliere, con ogni probabilitá , l'una o l'altra destinazione), il campo di sterminio e la foiba. Quando Gianfranco Fini, alla conferenza programmatica di Verona del 1998, invitó a «non dimenticare» il dramma degli ebrei italiani deportati in Germania «cosí come le vittime delle foibe», fece scontenti sia i rappresentanti del Likud presenti, contrari all'accostamento, che i suoi militanti duri e puri, ancora in difficoltá  sui temi della Shoah. Per questo l'assessore Marsilio adesso è prontissima a precisare: «Nessuna contrapposizione con Auschwitz. Questo "Viaggio nella civiltá  istriano-dalmata" è solo un modo per far conoscere tutta la storia». Obiettivo encomiabile. Peccato non poter allungare di poco il viaggio per far vedere ai ragazzi anche il poco conosciuto campo di concentramento di Arbe dove, dal 1942, furono internati dai fascisti tra i 10 mila e i 15 mila sloveni, croati ed ebrei, di cui 1500 morirono di stenti. Sono i crimini del Novecento. Sarebbe bene discuterne serenamente, senza secondi fini politici, come ha fatto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, un anno fa, ha definito le foibe «un imperdonabile orrore contro l'umanitá ».

Nelle stesse ore in cui la Marsilio annunciava i viaggi scolastici a Trieste e in Istria, Azione Universitaria, braccio giovanile del suo partito, emetteva un comunicato contro il consiglio di facoltá  di Lettere della Sapienza: «La nostra proposta di istituire una giornata commemorativa per le vittime delle foibe è stata bocciata. Siete dei beceri negazionisti!». Per la cronaca, nel maggio di quest'anno, sempre a Lettere, fu sospeso all'ultimo momento il convegno «Foibe, l'unica veritá » affidato alla lectio magistralis di uno come Roberto Fiore, Forza Nuova.

 

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