News per Miccia corta

27 - 10 - 2008

Fischi e applausi, pubblico diviso ma "Il sangue dei vinti"ÂĚ diventa meló

 

(la Repubblica, lunedí, 27 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

NATALIA ASPESI

 




ROMA

 

Gli americani bombardano. I nazisti decimano. I repubblichini trucidano. E i partigiani? Pure. Il regista Michele Soavi sceglie di trasformare in confusa epopea meló il libro di Giampaolo Pansa Il sangue dei vinti, che, accatastando atrocitá  commesse prima e dopo il 25 aprile del 1945 dai vincitori, cinque anni fa fece esplodere furibonde polemiche tra storici, memorialisti ed ex eroi della Resistenza, dando inizio alla moda del revisionismo ideologico in tempi in cui il revisionismo reale si era giá  concretizzato, con gli eredi del fascismo al governo. Figuriamoci adesso, con quegli eredi anche in Campidoglio, sará  dura avvalersi di altre polemiche proficue anche se Pansa, in conferenza stampa, ha definito il produttore Fracassi un coraggioso e un pazzo, ha vaticinato censure, trascurando il fatto che il film è prodotto in collaborazione con Raifiction e fissato la messa in onda per l'anno prossimo dopo un passaggio nei cinema.

 

Si sa che il film di Soavi fu respinto alla Mostra di Venezia e a questo Festival di Roma hanno cercato di scansarlo, accettando poi di presentarlo come evento-speciale-segue-dibattito. ¬ęAvrei preferito fosse in concorso¬Ľ dice Pansa e qui sbaglia, perch√© Il sangue dei vinti ha tutte le semplificazioni e l'incasinamento della fiction e pur con tutto il buon cuore della giuria difficilmente avrebbe potuto aspirare a riconoscimenti. Proprio per ragioni di fiction le 19.801 efferatezze partigiane calcolate dal giornalista-scrittore, vengono oscurate da una storia d'appendice, di cui non √® responsabile, quasi alla Paolo Poli.

 

Il commissario di polizia Michele Placido scopre il cadavere di una prostituta assassinata, Barbora Bobulova, durante il bombardamento degli alleati su Roma nel luglio del '43, sotto il quale muore il neosposo della sorella Alina Nedelea in viaggio di nozze. La prostituta lascia una orfanella che viene affidata alla di lei sorella gemella identica (Bobulova stessa) che peró fa l'attrice di teatro e sta con un fascistone. Intanto in Piemonte il babbo Philippe Leroy e la mamma Giovanna Ralli, vecchissimi, vengono sballottati tra il figlio Alessandro Preziosi partigiano e la figlia Alaina che inopinatamente per vendicarsi degli americani si arruola con quelli di Saló. Dichiarandosi antifascista, Soavi un po' panseggia e un po' no, alternando sghignazzi nazisti a rastrellamenti fascisti a imboscate di partigiani, che non rispettano neppure la tregua né la bandiera bianca. Morti a iosa, molto sanguinanti. I vecchi genitori per non cadere nelle mani feroci dei partigiani si sparano, i figli piangono sulla tomba, poi malgrado le difficoltá  degli spostamenti d'epoca, fratello e sorella si ritrovano continuamente, uno di qua l'altra di lá , a spararsi addosso, mentre Placido non sta né di qua né di la, peró salva Bobulova rivelatasi partigiana, che svela chi uccise la gemella, e non fu come si temeva, il fascistone!

 

25 aprile, i classici facinorosi con bandiera rossa invadono le strade, gli eroici ultimi repubblichini scelgono il suicidio cadendo in ginocchio mentre il cervello salta. Il portantino un tempo sospettato del delitto della prostituta è ormai capo partigiano, tiene i piedi sul tavolo e ghigna sotto i baffi. Preziosi viene ammazzato dall'ultimo repubblichino, forse dalla sorella stessa, non ricordo, che viene rapata e giustiziata dai partigiani festosissimi che cantano "Bandiera rossa". La storia del passato dove Placido ha i capelli neri e i suoi attuali 60 anni, si intreccia decenni dopo con lo stesso Placido sessantenne ma canuto, che ritrova l'orfanella diventata la professoressa universitaria Ana Caterina Murariu. Lui ha un solo desiderio, sapere dove è sepolta Alina, e Ana misteriosamente lo sa. E qui Soavi dá  il colpo di grazia al Sangue dei vinti, suo e di Pansa: sopra la fossa comune infatti, tra l'erba, singhiozzando in cappotto cammello, Placido trova, commovente metafora, un nontiscordardime, il fiorellino tanto amato dalla sorella!

 

E pensare che per il red carpet di Soavi e compagnia i responsabili del Festival avevano richiesto uno spiegamento speciale di polizia e carabinieri. Se la stampa ha accolto il film freddamente, le divisioni si sono invece palesate dentro la sala alla proiezione per il pubblico, accolta da fischi di dissenso e applausi di approvazione. Al termine il dibattito con lo stesso Pansa, Miriam Mafai, Sabino Pezzotta e Maurizio Gasparri.

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