News per Miccia corta

22 - 10 - 2008

Caso Petrella, l'invito di Sarkozy a Parigi i familiari delle vittime

 

(la Repubblica, mercoledí, 22 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi l'incontro Il presidente Notaristefano: e Carla Bruni sia piú prudente 

 

 

 

PAOLO GRISERI

 

VLADIMIRO POLCHI 

 

 

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TORINO - L'Eliseo corre ai ripari. Dopo le proteste per la mancata estradizione di Marina Petrella, la brigatista condannata all'ergastolo in Italia ma salvata da Sarkozy che ha negato l'estradizione «per ragioni umanitarie», il presidente della repubblica francese ha deciso di incontrare oggi i rappresentanti delle associazioni italiane delle vittime del terrorismo. «Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi una telefonata dall'ambasciata francese», racconta Dante Notaristefano, presidente dell'associazione di Torino. Notaristefano, ex presidente provinciale della Dc torinese, si salvó per miracolo dal fuoco dei brigatisti che lo avevano atteso sotto casa. Oggi spiega che «la mancata estradizione di Marina Petrella non è solo motivo di amarezza per chi è stato vittima della follia dei terroristi, ma anche un'offesa all'Italia che viene considerata un paese dove si violano i diritti umani». Questa è la posizione che la delegazione italiana esprimerá  oggi pomeriggio nell'incontro con Sarkozy. Tra i motivi di amarezza c'è anche il fatto che a opporsi all'estradizione di Petrella sia stata un'altra torinese, Carla Bruni: «Non mi importa se sia torinese o milanese - commenta Notaristefano - mi importa che sia italiana. E come italiana penso che avrebbe dovuto avere un atteggiamento piú prudente. Poi, naturalmente, ciascuno è libero di avere la sua opinione. In ogni caso non parleremo solo della vicenda Petrella ma del superamento di quella dottrina Mitterrand che consente ancora oggi a una settantina di terroristi condannati in Italia di vivere impuniti in Francia nella presunzione che il nostro paese non sia in grado di punire con rigore e rispetto dei diritti umani chi ha commesso un omicidio».

 

Sull'incontro all'Eliseo interviene anche Olga D'Antona, deputata Pd e vedova di Massimo D'Antona (il giuslavorista ucciso dalle «nuove Br», mentre usciva di casa il 20 maggio del ᯿½99): «Trovo positivo che la Francia ospiti l'associazione delle vittime del terrorismo, visto che finora i media d'oltralpe si sono occupati solo dei terroristi e non delle loro vittime. Negare l'estradizione per motivi umanitari è un'offesa per l'Italia - sostiene la D'Antona - la Francia e Sarkozy non sembrano consapevoli infatti che il terrorismo da noi è ancora un pericolo e continua a uccidere persone innocenti. Il loro atteggiamento accogliente e indulgente rischia di favorire questo pericolo. E poi i governi francesi sembrano indulgenti solo con i terroristi che non colpiscono obiettivi francesi. Resto infine sconcertata - conclude - che il guardasigilli Alfano non abbia ancora espresso una posizione italiana sulla vicenda».

 

All'incontro di oggi all'Eliseo non sará  presente l'associazione «Domus civitas»: «Il presidente Sarkozy - afferma il fondatore Bruno Berardi - non vuole incontrarmi pur sapendo che è la nostra associazione delle vittime del terrorismo ad aver organizzato la protesta per il 24 ottobre a Parigi per l'estradizione di Petrella. Noi - aggiunge - saremo comunque presenti il 24 insieme all'onorevole Borghezio e ad altri deputati francesi». Intanto, al presidente francese ha spedito una lettera di protesta anche l'Associazione familiari strage di Bologna». 

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