News per Miccia corta

22 - 10 - 2008

``La Germania deve pagare le vittime dei crimini nazisti``

 

(la Repubblica, mercoledí, 22 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

Donne e bambini giustiziati con un colpo alla nuca nel '44 dalle SS in ritirata 

 

 

 

GIAMPAOLO CADALANU 

 

 

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ROMA - La Germania deve pagare per le stragi compiute dai nazisti: non bastano i trattati internazionali siglati alla fine della guerra per cancellare le responsabilitá . La Cassazione ha sancito ieri una continuitá  di fatto fra il Terzo Reich e la Bundesrepublik, quanto meno in materia di risarcimento per i crimini contro l'umanitá . La suprema Corte ha accolto la tesi del sostituto procuratore militare Roberto Rosin, il quale aveva chiesto ai giudici di confermare una sentenza della corte d'appello militare di Roma e quindi di respingere il ricorso della Germania.

 

La sentenza, del dicembre scorso, condannava all'ergastolo Max Josef Milde, ex sergente nazista, e disponeva un indennizzo di un milione di euro per nove familiari delle vittime della strage commessa dalle Ss il 29 giugno del 1944 poco lontano da Arezzo. In quel giorno maledetto a Civitella, Cornia e San Pancrazio, le truppe naziste uccisero con un colpo alla nuca 203 persone, tra le quali anziani, donne e bambini.

 

Al risarcimento dei danni è obbligato "in solido" anche lo Stato tedesco: se l'ex sergente non pagherá , a risarcire le famiglie degli assassinati dovranno essere le casse di Berlino. La sentenza rischia di creare difficoltá  diplomatiche fra la Germania e il nostro Paese, ed alla Farnesina è stata accolta con fastidio. Ma secondo Rosin le basi legali sono indiscutibili: «Gli accordi internazionali del "˜47 e del "˜61 non includono i danni morali per le stragi naziste ma solo per ebrei deportati», dice il procuratore. Lo Stato tedesco, a sentire il suo legale Augusto Dossena, sembra intenzionato a tener duro: l'avvocato - che difende gli interessi della Germania sin dal 2002 - ha ricordato che la sentenza appellata era giá  esecutiva. In parole povere, se Berlino avesse riconosciuto la competenza italiana, avrebbe giá  pagato. In Germania, peró, la decisione è stata accolta in altro modo. Fonti governative tedesche dicono che «la sentenza è fresca di poche ore» e «va attentamente studiata prima che il governo prenda posizione». Una scelta di prudenza che nei fatti finisce per smentire la posizione molto netta dell'avvocato.

 

Un eventuale "no" definitivo da parte tedesca susciterebbe difficoltá : non è semplice costringere una nazione amica a un pagamento coatto. Un precedente significativo c'è: nel giugno scorso la Cassazione ha convalidato l'iscrizione di un'ipoteca su "Villa Vigoni", una proprietá  immobiliare che appartiene alla Repubblica federale. La villa si affaccia sul lago di Como, a Loveno di Menaggio, e ospita il Centro italo-tedesco. A chiedere l'iscrizione dell'ipoteca erano stati i parenti delle vittime di Distomo, in Grecia. In quell'occasione, il 10 giugno del 1944, i nazisti avevano ucciso 218 fra donne e bambini per rappresaglia contro i partigiani. La corte d'Appello di Firenze aveva accolto la richiesta di rendere esecutiva in Italia la sentenza della Cassazione greca, che aveva condannato la Germania al risarcimento. Per la legge greca, l'esecuzione nei confronti di uno Stato straniero deve essere autorizzata dal ministro della Giustizia: poiché questo ha negato il suo via libera, gli avvocati delle famiglie hanno "spostato" la richiesta all'Italia, che l'ha accolta anche in Cassazione. Secondo l'avvocato Dossena, il precedente non vale nulla: «L'iscrizione di un'ipoteca sulla villa di Menaggio è stata ritenuta impraticabile dalla stessa Presidenza del Consiglio, secondo cui tutti i beni tedeschi in Italia sono funzionali e non possono essere sottoposti a vincoli dalla magistratura». 

 

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