News per Miccia corta

18 - 11 - 2005

La destra critica l`emergenza antiterrorismo

dal Corriere della sera, 18 novembre 2005

I colloqui di Venezia della «Fondazione liberal»

«No all'emergenza Regalo ai terroristi»

ROMA - «Vanno rigettate misure frettolose, e mal congegnate, legate alla cultura dell'emergenza o dettate dalla tendenza, esigenza populista di ``mostrare i muscoli``». Lo dicesse un volantino garantista di un centro sociale, non farebbe notizia. Lo sostenesse qualcuno sospettato di sottili distinguo di fronte al terrorismo fondamentalista islamico, neppure. Ma a raccomandarlo è un rapporto scritto da quattro generali, un ammiraglio, due deputati del centro-destra e alcuni intellettuali senza dubbio amici degli Stati Uniti. Insieme, si definiscono convinti che «l'auto-mutilazione del sistema politico liberale, pur invocata da diverse parti nel nome della sicurezza, rappresenti una sconfitta certa». Perché? Perché l'«adozione di misure eccezionali, indiscriminate per applicazione e durata, rischierebbe infatti di rappresentare un regalo al terrorismo, creando uno scenario di ``scontro di civilitá `` e quindi la mobilitazione delle masse islamiche».
Intitolato L'Occidente sotto attacco , questo rapporto sará  uno degli elementi principali della quinta edizione dei «Colloqui di Venezia» organizzati dalla «Fondazione liberal» di Ferdinando Adornato, un confronto tra centri studi del centro-destra italiano e dei conservatori americani. Il convegno, promosso d'intesa con l'ambasciata degli Stati Uniti in Italia, porterá  oggi a Palazzo Pisani Moretta relatori come Michael Novak dell'American Enterprise Institute e Kim Holmes dell'Heritage Foundation. Domani, il turno di John R. Bolton, l'ambasciatore mandato all'Onu da George W. Bush.
A Venezia, il rapporto del Comitato Difesa Duemila risulterá  indicativo di un ripensamento in atto sulla linea da seguire nella lotta ai gruppi integralisti islamici che fecero irruzione nella scena politica mondiale l'11 settembre 2001. Gli autori osservano che ci si è «impegnati, nel quadro generico della ``guerra al terrorismo``, in operazioni, quali l'intervento in Afghanistan e quello in Iraq, stabilendo solo successivamente gli obiettivi da raggiungere». Insomma, reagendo colpo su colpo senza idee precise a sufficienza. Lo dicesse un pacifista, forse sarebbe scontato. Ma del comitato che ha scritto il testo fa parte, oltre ad Adornato, di Forza Italia, presidente della commissione Cultura della Camera, il presidente della commissione Difesa di Montecitorio Luigi Ramponi, di An, giá  capo del Sismi. Oltre a loro, ci sono i generali Mario Arpino, Vincenzo Comparino, Carlo Inizio, Carlo Jean e l'ammiraglio Guido Venturoni.
Nel constatare l'assenza di una «grande strategia» contro il terrorismo da parte di Usa e Occidente, il rapporto peró suggerisce misure che i pacifisti contesterebbero. Non esclude «operazioni coverta di ``intervento chirurgico``», definizione asettica di azioni coperte spesso al di lá  della legge. Non pare disdegnare una tendenza a centralizzare la guida dei servizi segreti, cara a Bush. Sulla sicurezza, esorta a «rafforzare il ruolo del presidente del Consiglio».
Maurizio Caprara
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