News per Miccia corta

13 - 10 - 2008

Sarkozy: non sará  estradata l'ex brigatista Marina Petrella

 

 

(la Repubblica, lunedí, 13 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

  

 

GIAMPIERO MARTINOTTI

 




PARIGI - Marina Petrella resta in Francia, Nicolas Sarkozy ha abrogato il decreto di estradizione verso l'Italia. L'ex brigatista, condannata all'ergastolo per omicidio, è in condizioni critiche all'ospedale psichiatrico parigino Sante-Anne e il capo dello Stato ha deciso di applicare la clausola umanitaria prevista dalla convenzione italo-francese del 1957. La Francia, insomma, non si fida dell'Italia, teme che le Petrella sia spedita in carcere invece di essere curata in un ospedale. E l'Eliseo ha deciso di liberarla. Una decisione in cui hanno svolto un ruolo di primo piano Carla Bruni e sua sorella, Valeria Bruni-Tedeschi: la First Lady ha detto al sito di `Libération'di aver portato alla Petrella, mercoledí scorso, un messaggio del marito che le annunciava la decisione di non estradarla.

 

La posizione francese è stata contestata in Italia dal sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati: «E' una decisione che mi lascia perplessa. Non mi piace che la Francia consideri l'umanitá  nel trattamento dei detenuti quasi un marchio esclusivo. Nel nostro Paese la riabilitazione attraverso il reinserimento sociale e le cure adeguate, in caso di malattia, sono principi inseriti nella Costituzione».

 

Malgrado la libertá  provvisoria che le è stata accordata in agosto, la Petrella non si è ripresa, secondo i suoi amici continua ad essere alimentata con una sonda e non dá  segni di ripresa. E su questi dati si è basato Sarkozy, stando al comunicato dell'Eliseo: «Malgrado le cure premurose di cui gode, il suo stato di salute non è migliorato. I medici che l'hanno esaminata hanno concluso che la profonda depressione di cui soffre è suscettibile di mettere in causa la sua sopravvivenza. E' per questo motivo che il presidente della Repubblica ha chiesto al primo ministro di applicare la clausola umanitaria della convenzione di estradizione del 1957 e di ritirare il decreto di estradizione che la riguarda». Il comunicato dell'Eliseo, naturalmente, cerca di calmare le inevitabili proteste italiane: «Questa misura individuale è stata presa in considerazione della sola situazione sanitaria della signora Petrella. Non attenua l'impegno della Francia in materia di lotta contro il terrorismo e la sua cooperazione con le democrazie in questo campo». Irène Terrel, legale di gran parte dei terroristi italiani rifugiati Oltralpe, ha letto la decisione alla Petrella: «Quando gliel'ho annunciata, ha pianto molto, ha tremato, ma non era in condizione di rendersi veramente conto della cosa. I medici non sanno se riuscirá  a cavarsela».

 

La decisione dell'Eliseo, peró, va al di lá  del caso Petrella. Nessuno contesta lo stato di salute dell'ex brigatista, ma dopo una simile scelta è evidente che per la Francia diventa di fatto impossibile estradare quei pochi terroristi italiani, una decina, condannati per crimini di sangue e di cui l'Italia continua a chiedere l'arresto. In pratica, la scelta di Sarkozy equivale a un ritorno alla dottrina Mitterand. Finora quella linea non è stata seguita solo in due casi oltre a quello della Petrella: Paolo Persichetti è stato arrestato ed estradato nell'agosto 2002, mentre Cesare Battisti, dopo essere stato arrestato Oltralpe, è fuggito ed è attualmente in attesa di estradizione in Brasile.

 

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