News per Miccia corta

08 - 10 - 2008

Mambro in libertá  condizionale. I parenti delle vittime: vergogna

 

(Corriere della Sera, 08 ottobre 2008)

 

 

Terrorismo: Condannata all'ergastolo per la strage di Bologna

 

 

Lavinia Di Gianvito

 

 


ROMA "” Fra cinque anni tutto sará  finito: Francesca Mambro avrá  pagato il suo conto con la giustizia. La ex terrorista dei Nar, condannata anche per la strage alla stazione di Bologna, ha ottenuto la libertá  condizionale: sará  in libertá  vigilata fino al 16 settembre 2013, quando la pena sará  estinta.

 

La Mambro, 49 anni, aveva giá  ottenuto la semilibertá  nel '98 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002, quando era nata la figlia Arianna. Tre settimane fa il tribunale di sorveglianza ha accolto l'istanza dell'avvocato Michele Leonardi soprattutto perché, spiega il legale, negli ultimi dieci anni l'ex terrorista «si è ravveduta» e si è dedicata senza risparmiarsi «alla riconciliazione e pacificazione con i familiari delle vittime ». In particolare, a convincere i giudici, sarebbero state le due lettere scritte alla Mambro e a Valerio Fioravanti (che è semilibertá  da aprile 2004) da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori: una coppia che si è incontrata e innamorata in seguito alla bomba che aveva ucciso il fratello di lei, Mauro, e uno degli amici piú cari di lui, Sergio Secci. «Ecco come i percorsi di sofferenza "” chiosa l'avvocato Leonardi "”- possono trasformarsi in percorsi di riconciliazione ».

 

L'ordinanza valuta anche in modo positivo la capacitá  di reinserimento della ex estremista, che collabora all'associazione «Nessuno tocchi Caino», ed esclude che sia ancora pericolosa socialmente. Nel provvedimento viene poi ricostruito l'iter della detenzione della Mambro dall'arresto, nell'82, per la strage del 2 agosto di due anni prima: un attentato che la ex terrorista e il marito hanno sempre negato di aver commesso. Tuttavia fino al 2013 il tran-tran quotidiano non cambierá : la Mambro dovrá  continuare a tornare a casa la sera e non potrá  oltrepassare i confini del Comune di Roma. Sono le regole della libertá  condizionale, che un altro dei suoi avvocati, Tommaso Mancini, definisce «una spada di Damocle ». «Nei prossimi cinque anni "” spiega il legale che ha difeso l'ex terrorista nel processo per la bomba alla stazione "” non potrá  commettere errori, altrimenti perderá  il beneficio ».

 

A criticare senza mezze misure la decisione del tribunale di sorveglianza è il presidente dell'associazione dei familiari e delle vittime, Paolo Bolognesi: «áˆ una vergogna», sbotta. «áˆ scandaloso "” continua "” che la libertá  condizionale sia stata concessa a una terrorista che non ne ha i requisiti, che è stata condannata a sette ergastoli e che non ha mai espresso alcun sentimento di distacco dal suo passato ». Per Bolognesi, la Mambro ha avuto «un trattamento di favore», mentre «le vittime non hanno mai ottenuto alcun risarcimento nonostante le condanne definitive». Come in altre occasioni, conclude il presidente dell'associazione, «l'omertá  di Stato è stata piú forte della legge». Ma anche il Pd di Bologna, attraverso il segretario Andrea De Maria, boccia la scelta dei giudici romani: «La decisione è incomprensibile. Mentre siamo ancora in attesa di conoscere i mandanti della strage, arriva questo provvedimento che colpisce profondamente non solo la memoria delle vittime, ma l'intera cittá  che da quella orribile strage fu cosí drammaticamente ferita». De Maria è amareggiato: «Ancora una volta "” osserva "” lo Stato appare piú attento alle ragioni di chi ha commesso terribili atti di sangue che a quelle delle vittime ».

 

Fra i familiari, in effetti, Anna e Gian Carlo sono i soli che hanno voluto riconciliarsi con la Mambro e con Fioravanti. «Voi, a suo tempo "” hanno scritto "”, avete scelto la violenza. E in questo modo avete contribuito a creare e coltivare quel clima di violenza nel quale, poi, noi abbiamo fatto la nostra esperienza di morte e lutto. Per questo vi perdoniamo: per sempre e in modo assoluto, senza contingenza di scambio ».

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