News per Miccia corta

17 - 11 - 2005

Revisionismi: spinte alla riabilitazione del dittatore spagnolo Franco

dal Corriere della sera, 17 novembre 2005

REVISIONISMI
Franco, criminale o padre della patria
A trent'anni dalla morte gli storici spagnoli si dividono

Moa: ¬ęDobbiamo a lui la democrazia¬Ľ Blanco: ¬ęUno psicopatico come Hitler¬Ľ
MADRID - ¬ęZapatero sta rappresentando la Spagna come un grande set di Almod√≥var, con suore sieropositive, preti inevitabilmente pedofili, madri che diventano padri e viceversa. E tenta di imporre la stessa, colossale menzogna nella formazione della memoria, gi√°¬† viziata dalle falsit√°¬† di storici come Preston. Il mito dell'antifranchismo di massa coltivato da V√°¬°zquez Montalb√°¬°n, il giacobinismo di Savater, l'anticlericalismo di Javier Mar√°¬≠as: l'intellighenzia di sinistra √® impegnata in un ribaltamento della storia, in cui i salvatori della democrazia diventano carnefici e i carnefici vittime¬Ľ. ¬ęDopo tanto silenzio, non dobbiamo aver paura di sapere. La verit√°¬† non √® mai inopportuna. Per quarant'anni il franchismo ha martellato gli spagnoli con la propaganda, la cui eco si avverte oggi nella pubblicistica della destra. Tutti i giorni, nell'accademia militare dove insegno, mi imbatto nella statua di Franco. Prima c'era quella di Primo de Rivera; fu lui a farla togliere per sostituirla con la sua. √°ňÜ tempo di sostituire Franco con una storia sincera e coraggiosa¬Ľ.
La prima voce è di Pá­o Moa, ex comunista, ex terrorista del Grapo, protagonista di un caso editoriale con Los mitos de la guerra civil , un libro da 200 mila copie - seguito da altri longseller - durissimo con i repubblicani e generoso con Franco. La seconda voce è di Carlos Blanco Escolá¡, colonnello della cavalleria, storico militare, docente di storia della Spagna all'Accademia di Saragozza, la stessa diretta da Franco dal 1928 al '31. Sia Moa sia Blanco hanno pubblicato, entrambi da Planeta, una biografia del Caudillo (Franco. Un balance historico, copertina con Franco abbracciato da Eisenhower, e Franco. La pasion por el poder , dove Franco è tronfio e buffo con fucile da caccia e pernici) nel trentesimo anniversario della morte. Sono in libreria almeno 27 nuovi titoli sul dittatore, non tutti di alto profilo scientifico (una Vida segreta de Franco racconta un'improbabile passione del cattolicissimo dittatore per l'Islam, l'esoterismo, i simboli egizi e pure l'odiata massoneria). Molti ne rivelano vergogne finora oscure, compreso il ruolo nella caccia agli ebrei d'Europa. Ma il successo di pubblico di un outsider come Moa, avversato da gran parte degli storici accademici, rivela la sensibilitá  dell'opinione pubblica a tesi eterodosse.
Moa e Blanco sono i campioni dei due revisionismi che si affrontano nella guerra spagnola della memoria. A destra, difendono Franco e attaccano Zapatero altri ex comunisti, come C√©sar Vidal e Federico Jim√©nez Losantos, un agnostico e un protestante che conducono trasmissioni alla Cope, la radio dei vescovi. A sinistra cresce un movimento che, mentre chiede la riapertura delle inchieste e delle fosse comuni, critica la politica dell'ex premier socialista Gonz√°¬°lez e il ¬ępatto dell'oblio¬Ľ stretto dal Psoe con i postfranchisti durante la transizione.
¬ęNella demonizzazione di Franco, la sinistra √® arrivata al ridicolo - sostiene Moa -. Lo dipingono come un mentecatto. Blanco √® arrivato a negare persino le sue doti militari. Allora come ha vinto la guerra civile? Come ha tenuto il potere per quarant'anni? La verit√°¬† √® che Franco lasci√≥ un paese prospero e politicamente moderato. La democrazia spagnola nasce dal franchismo, mentre la gran parte degli antifranchisti, me compreso, sognava un'altra dittatura, molto peggiore della sua. Allo stesso modo, negli anni Trenta erano stati i repubblicani, anzi i rivoluzionari, a infrangere la legge, a incendiare le chiese, ad assassinare gli oppositori. Quando Franco si sollev√≥, la democrazia gi√°¬† non esisteva pi√ļ¬Ľ.
¬ęSono giunto alla conclusione, confortato dai colleghi della facolt√°¬† di Psicologia dell'Universit√°¬† di Madrid, che Franco fosse uno psicopatico - sostiene Blanco -. La sua infanzia, priva dell'affetto dei genitori, √® simile a quella di Hitler e Stalin. Fin da ragazzo Franco d√°¬† prova di instabilit√°¬† emotiva. Comandante di truppe in Marocco, mostra una crudelt√°¬† disumana, al punto da far fucilare un fante per aver rifiutato il rancio. Megalomane al punto di paragonarsi al Cid Campeador, √® grande solo nell'ignominia: si pu√≥ ormai fissare in 250 mila il numero dei prigionieri fucilati dopo la fine della guerra. Non aveva ideologia e neppure idee, disprezzava il suo Movimiento, che in privato definiva la sua claque. Non √® vero che prepar√≥ la transizione alla democrazia; credeva che il franchismo fosse destinato a sopravvivergli. Invece si √® dissolto subito. Purtroppo ci sono ancora i franchisti¬Ľ.
Secondo Moa, ¬ęl'egemonia culturale della sinistra dal '75 a oggi √® costruita sulla frode, dall'antifranchismo di Gonz√°¬°lez e Guerra (oppositori buoni a nulla, figli di famiglie franchiste) al mito della Catalogna irredenta caro a V√°¬°zquez Montalb√°¬°n, quando Barcellona fu invece la citt√°¬† pi√ļ devastata dalle purghe staliniste. Oggi Zapatero, mentre cede ai terroristi di Al Qaeda e a quelli dell'Eta, riproduce la politica degli anni Trenta: alleanza con i separatisti catalani e baschi, scontro con la Chiesa. Torna a polarizzare la societ√°¬†, punta a rialzare la barriera tra le due Spagne, che era crollata proprio durante il regime. E ha l'avallo degli intellettuali. Il clan del Pa√°¬≠s , riunito attorno a Cebrian, gi√°¬† noto franchista. Savater, che appoggia l'ideologia anticattolica di Zapatero. E Mar√°¬≠as, convinto che l'Opus Dei equivalga alla piovra e la Chiesa sia causa di tutti i mali; mentre √® la sinistra a dover chiedere perdono per le migliaia di preti assassinati quand'era al potere¬Ľ.
¬ęI difensori postumi del franchismo non fanno che ripetere la vulgata degli storici ufficiali del regime come Ricardo de la Cierva - ribatte Blanco -. Mia madre √® catalana, ma non √® vero che la Catalogna sia sola nella sua richiesta di verit√°¬†. C'√® una domanda di giustizia che sale da tutta la Spagna. Torno da una conferenza a Siviglia: ho ascoltato decine di voci sulla guerra in Andalusia, che fu durissima. In una regione in cui la sinistra era forte, l'armata d'Africa adott√≥ il terrore come strategia, il massacro come metodo. Franco vinse grazie agli stranieri, gli 85 mila marocchini, l'aviazione tedesca e italiana, e per quarant'anni si comport√≥ come il capo di truppe d'occupazione. Sui vinti esercit√≥ il diritto di conquista. E cancell√≥ la memoria altrui: della Repubblica, che va rivalutata appieno come un periodo di progresso, modernit√°¬†, giustizia sociale; e della monarchia, con le vie intitolate al re ribattezzate con il suo nome. Ora √® lui a essere cancellato¬Ľ.
Racconta Blanco di essersi iscritto alla facolt√°¬† di Storia solo dopo la morte del Caudillo: ¬ęPrima, studiare sarebbe stato inutile¬Ľ. Dice che gli accade spesso di ricevere telefonate di insulti, messaggi minatori. Moa lamenta che i giornali, ¬ęin particolare quelli catalani, hanno l'ordine di non nominarmi mai. E il comunista Carrillo mi accusa di essere stato un confidente della polizia franchista; cio√® mi indica come bersaglio¬Ľ. A chi chiede del passato, Moa racconta di quando fece parte del commando che l'1 ottobre 1975 assassin√≥ quattro poliziotti per vendicare le ultime esecuzioni del regime. ¬ęHo rievocato l'episodio nel mio libro di memorie, De un tiempo y de un pa√°¬≠s. L'ha pubblicato Jos√© Miguel Oriol. Anche lui processato, per rapporti con l'Eta. Oggi responsabile di Comunione e liberazione in Spagna. E figlio del ministro Oriol, che noi del Grapo avevamo sequestrato¬Ľ.


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