News per Miccia corta

02 - 10 - 2008

Miccia corta. ``Quel film si deve fare, ho perdonato i terroristi``

 

(la Repubblica, giovedí, 02 ottobre 2008, Pagina 54 – Spettacoli)

 

 

 

 

 

"Miccia corta" di Renato De Maria, dal libro di Segio sull'attentato di Prima Linea 

 

CONCETTO VECCHIO




ROMA 

«Lo facciano pure il film, non ho nulla in contrario, li ho perdonati da tempo», spiega pacata Maria Teresa Furlan. «Anche se li odiassi mio padre non tornerebbe piú». Martedí si decide il destino di "Miccia corta", con Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio, tratto dal libro autobiografico di Sergio Segio, che racconta l'assalto al carcere di Rovigo per liberare tre terroriste di Prima Linea, tra cui la sua compagna Susanna Ronconi. Un esito incerto dopo le polemiche suscitate al festival di Locarno dal documentario di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone su Alberto Franceschini, e che ha indotto il ministro Sandro Bondi a cambiare le regole per il finanziamento statale ai soggetti sugli anni di piombo («basta contributi senza il consenso dei parenti delle vittime»), prevedendo nell'iter delle audizioni anche le associazioni. L'incontro davanti alla Commissione per la cinematografia del ministero dei Beni culturali s'è tenuto il 19 settembre, presenti il produttore, Andrea Occhipinti della Lucky Red, lo sceneggiatore Sandro Petraglia e il regista Renato De Maria. Le associazioni, salvo quella di piazza della Loggia che ha preferito non partecipare per rispetto verso la libertá  d'espressione, c'erano tutte. Ora, senza l'aiuto dello Stato il film non si fará . Alla signora Furlan hanno chiesto un parere per telefono. «Ho dato il mio via libera, ci mancherebbe. ሠgiusto che i giovani sappiano cos'è accaduto in quegli anni. Nell'ottobre dell'85, al processo contro Prima Linea, chiesi al mio avvocato di potermi avvicinare alla gabbia degli imputati insieme a mio marito Giovanni Bordin, strinsi la mano a Segio e Ronconi, non dissero una parola, ogni tanto mi mandano delle lettere, ricordo una bellissima cartolina del papá  di Ronconi, che mi ringraziava per l'umanitá  mostrata e si scusava per la figlia. Ho conservato tutto, insieme ai ricordi di mio padre. Sono figlia unica. Mia madre vive ancora, ha 93 anni».

Fu crudele il destino con Angelo Furlan, 67 anni, pensionato comunista, che il 3 gennaio 1982 portó a spasso il cane mentre saltava per aria il muro di cinta del carcere femminile: morí sul colpo. Tre militanti di Prima Linea, Susanna Ronconi, Federica Meroni, Loredana Biancamano evasero. «Nessuna censura preventiva» assicura Roberto Della Rocca, portavoce dell'associazione vittime del terrorismo. Non è stato chiesto di ritoccare la sceneggiatura, assicura Petraglia. Il film, coprodotto dai fratelli Dardenne, costa 5 milioni, 2,5 milioni è la richiesta di finanziamento allo Stato. «Non faremo un noir spettacolare, Scamarcio non sará  Jesse James», dice Occhipinti. Tra le richieste delle associazioni: cambiare il titolo; non utilizzare terroristi per il lancio; e che né Segio né la Ronconi collaborino alla realizzazione o ricevano compensi. Non c'è pericolo. Segio ha devoluto i proventi della vendita dei diritti all'associazione Abele, cosí come aveva girato le royalties del libro ad una casa famiglia per malati di Aids. 

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