News per Miccia corta

16 - 11 - 2005

Strage questura di Milano: per la Cassazione fu opera di Ordine Nuovo

Strage questura di Milano: per la Cassazione fu opera di Ordine Nuovo

La Corte di Cassazione, nelle motivazioni della sentenza, conferma che a volere e realizzare la strage della Questura di Milano - avvenuta la mattina del 17 maggio 1973 nel primo anniversario dell`omicidio del commissario Luigi Calabresi - fu l`organizzazione eversiva di destra Ordine Nuovo. Tuttavia, contro il responsabile di tale organizzazione per il Triveneto e per la ``piazza di Milano`` - il medico veneziano Carlo Maria Maggi - non è possibile giungere a un giudizio di colpevolezza ``oltre ogni ragionevole dubbio``, in quanto a suo carico ci sono ``elementi di un certo spessore`` ma manca il ``tassello decisivo``. Ossia manca la prova che sia stato Maggi il mandante dell`attentato eseguito dallo pseudo-anarchico Gianfranco Bertoli (poi risultato nelle liste di Gladio) nel quale persero la vita quattro persone e altre 45 rimasero ferite.
Questo in sintesi il succo delle motivazioni - depositate ieri con la sentenza 41176 - con le quali la Prima Sezione della Cassazione, lo scorso 13 ottobre, aveva confermato l` assoluzione per Maggi e per Francesco Neami cosí come stabilito dalla Corte di assise di appello di Milano il 1 dicembre.
La Suprema Corte - pur consegnando alla storia giudiziaria italiana un`altra strage senza colpevoli - sottolinea che per l`attentato alla Questura di via Fatebenefratelli ci sono ``alcuni punti fermi, indubitabili, della ricostruzione processuale`` in base ai quali emerge che l`attentato ``è stato voluto, organizzato e realizzato da Ordine Nuovo che ha all`uopo utilizzato Bertoli, il quale evidentemente ha avuto tutto l`interesse a non coinvolgere i suoi correi`` dei quali ``aveva timore`` e ai quali era ``legato da vincoli ormai indissolubili``.
Ripercorrendo la storia dell`attentato e le carte del processo, la Cassazione osserva che la Corte di assise di appello di Milano ``pur avendo individuato elementi di un certo spessore a carico del Maggi`` - tanto è vero che lo ha assolto ``non giá  per mancanza di prova, bensi` per insufficienza della stessa`` - non lo ha condannato per la ``mancanza di quel tassello decisivo che avrebbe potuto fornire la prova `oltre ogni ragionevole dubbio` della responsabilita` del Maggi``. Il tassello e` mancante, spiegano i supremi giudici, ``a causa dei limiti posti dalla sentenza di annullamento con rinvio``.
Infatti, la Cassazione l`11 luglio 2003, aveva annullato con rinvio la precedente assoluzione dei neofascisti ma aveva posto paletti molto stretti per il riesame delle loro posizioni.
Effetto del rinvio fu l`inutilizzabilita` delle dichiarazioni del `pentito` Carlo Digilio nelle quali Maggi veniva indicato come mandante di Bertoli.
Ora la Cassazione dice che ``pur dando per scontato che quell`attentato rientrasse nei programmi di `Ordine Nuovo` occorreva pur sempre la prova di apporto personale del Maggi``. Perche` - aggiunge il Palazzaccio - non si conoscono i ``procedimenti deliberativi dei singoli attentati`` da parte di organizzazioni eversive come `Ordine Nuovo`, che sono diverse da `Cosa Nostra` nell`ambito della quale gli ``omicidi eccellenti`` sono ascrivibili a chi partecipa ``alla cosiddetta `Cupola```.
Quanto alla posizione dell`altro imputato assolto, Francesco Neami, la Cassazione rileva che non ci sono ``particolari elementi che consentano di ritenere un suo coinvolgimento in termini di certezza`` essendo rimasti accertati ``al di fuori delle dichiarazioni di Digilio, non utilizzabili``, ``soltanto i suoi rapporti con gli altri esponenti di `Ordine Nuovo```.
Con questo verdetto, contenuto in 30 pagine, scritto dal consigliere Grazia Corradini, la Cassazione ha stabilito altresí che i familiari dei parenti delle vittime non devono pagare le spese di giustizia quando fanno ricorso contro l`assoluzione degli imputati di attentati terroristici rimasti impuniti.
I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori