News per Miccia corta

01 - 10 - 2008

Caro Spike Lee ecco perché io partigiano sparavo e fuggivo

 

(la Repubblica, mercoledí, 01 ottobre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIORGIO BOCCA

 




UN REGISTA cinematografico, Spike Lee, in cerca di pubblicitá  per il suo film sulla strage nazista di Stazzema ripesca i luoghi comuni dell'attesismo e del revisionismo antipartigiano e i giornali disponibili al riflusso neofascista li pubblicano con risalto. Che barba! Che pena! Val la pena di rispondere al signor Spike Lee? ሠun dovere storico anche se probabilmente inutile. Spike Lee dice: «Dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche».

 

Spike Lee ha una idea sia pur labile di cosa è la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? áˆ, per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante.

 

Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore.

 

Spike Lee dice che fu il maresciallo Kesselring a dettare il codice delle rappresaglie: «Ogni soldato germanico ferito o ucciso verrá  vendicato cento volte». Ma non fu Kesselring a stabilire la punizione terroristica, fu il comando della Wehrmacht, fu Hitler. L'attesismo era la resa senza condizione a un nemico che disponeva della vita e della morte di ogni italiano e che procedeva con i suoi "verboten" alla nostra servitú totale: proibito riunirsi, proibito informarsi, proibito avere ospiti, proibito aver piccioni viaggiatori, proibito tutto.

 

Nel film di Spike Lee si sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, le centinaia di donne e bambini trucidati, fu "colpa" di una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS.

 

Spike Lee si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura di James Mc Bride che a sua volta cosí si giustifica: «Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilitá  e la sensibilitá  dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava piú dell'eccidio». Spike Lee ha aggiunto: «Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi». Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film.

 

Tutti i giornali italiani hanno titolato la notizia riportando le parole di Spike Lee. «I partigiani? Spesso fuggivano, abbandonavano le popolazioni alle rappresaglie». Chi è stato partigiano sará  «suscettibile» ma capisce che il vento è cambiato, che il rispetto e la riconoscenza per chi ha messo a rischio la sua vita per la libertá  di tutti, hanno lasciato il campo alla diffamazione e alla ostilitá .

 

ሠun cambiamento sgradevole ma prevedibile. Un giorno della primavera del '45 ero assieme a Livio Bianco sul monte Tamone in val Grana da cui si vede la pianura e la cittá  di Cuneo. Indovinando il mio pensiero Livio disse: «Andrá  giá  bene se non ci metteranno in galera». I prudenti, i vili, la maggioranza non perdonano alle minoranze di aver avuto coraggio o semplicemente il senso di un dovere civico. Ci sono anche da noi molti antipartigiani semplicemente per una questione anagrafica, di non aver potuto per ragioni di etá  partecipare alla Resistenza. Ci sono molti antipartigiani che vedono nei partigiani un reducismo privilegiato e fastidioso. Curioso reducismo. Curioso privilegio. Cinque anni dopo la liberazione i carabinieri della val Maira riferivano sul mio conto a un magistrato: «Si ricorda che circolava armato con atteggiamenti spavaldi». E anche io, come dice Spike Lee, sparavo e poi scappavo.

 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori