News per Miccia corta

30 - 09 - 2008

``Inside Buffalo``. La parola ai veri protagonisti

 

 

 

(Liberazione , martedí, 30 settembre 2008)

 



 

Non si vive di solo Spike Lee. Nei giorni in cui i riflettori dei media sono puntati sull'uscita in sala di Miracolo a Sant'Anna , scopriamo che, come nelle migliori tradizioni della tv americana, esiste una sorta di spin-off del film. Parliamo di Inside Buffalo , documentario diretto dal trentasettenne Fred Kuwornu, padre ghanese e madre tosco-emiliana, che del set di Lee è stato comparsa e infine controfigura di uno degli attori principali (Michael Ealy).

Kuwornu, una carriera da conduttore e autore televisivo ha sentito la necessitá  di recuperare i fili dei fatti che stavano a monte di Miracolo a Sant'Anna . Forte di una preparazione universitaria nell'ambito dell'audiovisivo, Kuwornu ha fatto la spola per piú di quattro mesi tra Stati Uniti e Italia alla ricerca dei veri soldati della novantaduesima divisione Buffalo Soldiers dell'esercito americano, protagonisti indiscussi del film di Lee. Il soldato Hairston come il soldato Burke, Brown e Fletcher, oramai artritici e dimenticati vecchietti, nascosti in qualche ospizio dell'infinito piano americano contemporaneo. Anime vilipese dalla memoria storica condivisa proprio perché essere neri anche se soldati non ha voluto dire per loro aggirare e sconfiggere la segregazione razziale, da giovani come da vecchi. «Ci sono state tre ondate di discriminazione razziale verso i neri in America e nella fattispecie per i soldati della Buffalo che hanno servito con coraggio il loro paese», racconta a Liberazione Kuwornu, «la prima è avvenuta precedentemente alla guerra ed è stata quella dell'addestramento lontano dai centri abitati per non contaminare la popolazione bianca del Sud; la seconda durante la guerra dove la presenza di soldati di colore è stata massiccia e ha ricevuto compiti da retrovia se non funzione di carne da macello mandata allo sbaraglio come sulla linea Gotica; infine la terza perpetuata durante gli anni '50 e "˜60 con l'impossibile riconoscimento del loro apporto per la liberazione dal nazismo».

Parliamo di un milione di soldati di colore di cui 40mila dislocati in Italia. Roba che tra 300 medaglie d'onore che negli anni hanno riconosciuto il valor militare dei soldati a stelle e strisce impiegati nella seconda guerra mondiale, nessuna fino al 1997 è andata a un soldato nero. E' stato Bill Clinton a donare le prime onorificenze ufficiali a quattro commilitoni di colore: tre defunti e uno, Norman Baker, ancora in vita, appartenente proprio alla divisione dei Buffalo Soldiers. «Nell'effettuare l'intervista a Baker ed ai suoi ex commilitoni - spiega ancora Kuwornu - sono venuto a conoscenza del fatto che per loro combattere significava una via di fuga da un ambito sociale repressivo. Il paradosso vuole che in Italia, dominata per vent'anni da una cultura fascista, le persone fossero meno prevenute nei loro confronti».

Ma Inside Buffalo è anche un lavoro di scandaglio, grazie alle testimonianza di partigiani che diventarono compagni d'armi dei soldati di colore in Versilia e Garfagnana, sulla memoria storica italiana ancora arroccata sulle impossibili versioni conciliatorie tra vincitori e vinti del miglior revisionismo: «senza l'apporto dei partigiani la linea gotica sarebbe stata superata in molto piú tempo e con molti piú morti, senza dimenticare il fondamentale aiuto dei combattenti italiani nello sminare campi e colline per procedere nel percorso di liberazione».

Costato 100mila euro con il sostegno della Fondazione del Banco del Monte di Lucca (ma senza nemmeno il patrocinio delle istituzioni locali) Inside Buffalo è prezioso documento che archivia irrevocabilmente una doppia storica ingiustizia: «non dimentichiamoci che sia i soldati delle 92esima divisione che le vittime dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema hanno atteso sessant'anni per essere riconosciuti - conclude il regista -. Spero anch'io con questo lavoro di aver contribuito a sanare questa ingiustizia».

 

D. T.

 

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