News per Miccia corta

30 - 09 - 2008

Appello di solidarietá  a Pietro Milazzo

 

 



Alcuni giorni fa Pietro Milazzo, attivista sociale ed esponente dei movimenti
politici e sindacali, è stato raggiunto da un provvedimento della Questura di
Palermo con cui lo si avvisa di "cambiare condotta, adeguare la stessa a
norma di vita onesta e laboriosa e ad osservare le leggi", intimandogli, di
fatto, di porre fine al proprio percorso politico per non incorrere nel
rischio di applicazione di misure cautelari riservate di norma ai sorvegliati
speciali.

La gravitá  di questo provvedimento è evidente: questo 'avvertimento' lede
Pietro cosí come l'intera vita democratica nella nostra cittá .
Lede Pietro perché tratta la sua personale storia di impegno politico e
sociale alla stregua della carriera di un criminale.
Lede tutti noi perché intacca la libertá  di espressione e di dissenso,
l'agibilitá  politica e il diritto di manifestare .

In una cittá  in cui la gestione della cosa pubblica è oramai palesemente
articolata su diversi livelli di connivenza clientelare e criminale (e ne
danno prova gli 'scandali' degli ultimi giorni), dove si progettano
interventi speculativi finalizzati all'arricchimento di vecchi e nuovi
comitati d'affari, ci appare paradossale e inquietante il tentativo di
sanzionare un attivista sociale come se si trattasse di un soggetto altamente
pericoloso, al punto da minacciare, sulla base di una valutazione di semplice
"sospetto", la applicazione delle misure di sorveglianza che si rivolgono di
solito a coloro che delinquono.

Pietro Milazzo ed i movimenti politici e sociali della cittá  hanno gridato
incessantemente il loro dissenso rispetto alle politiche guerrafondaie,
all'oppressione neoliberista, alle leggi liberticide contro i migranti e
hanno rivendicato giustizia sociale e rispetto dei diritti fondamentali, in
primis quello dell'abitare. E proprio sulla 'questione casa', in questi anni
si è sviluppata a Palermo una piattaforma composita e articolata, con
proposte concrete, che hanno messo in luce le contraddizioni, le ambiguitá  e
gli interessi illeciti nella gestione dell'emergenza abitativa, a partire
dall'utilizzazione dei beni confiscati.

Per questo denunciamo fermamente la natura intimidatoria del provvedimento a
carico di Pietro e rivendichiamo al contempo la legittimitá  di un percorso
politico collettivo svolto sempre alla luce del sole. Quanto sta accadendo
non è una questione personale, bensí un atto politico che riguarda
collettivamente tutti coloro che sono impegnati  nelle lotte a difesa dei
diritti dei piú deboli, per la giustizia sociale e la legalitá .

Fulvio Vassallo Paleologo, Universitá  di Palermo Stefano Galieni,
responsabile immigrazione Rifondazione Comunista Roma Umberto Santino,
presidente Centro Peppino Impastato Toni Pellicane - Comitato di Lotta per la
casa 12 luglio Nino Rocca - Comitato di Lotta per la casa 12 luglio Tony
Scardamaglia
- Laici Comboniani Totó Cavaleri - Laboratorio Zeta Mimma Grillo
Pierluca Fara Sandro Caracausi Nando Grassi Rina Anzaldi Federico Lo Cascio
Cesare Casarino Dorotea Passantino Nino Termotto Dario Riccobono Erika Di
Cara Loriana Cavaleri Maria Montana Giuseppe D'Angelo Antonia Cascio
Francesco Baiamonte Finella Giordano



Le adesioni indirizzatele a: redazione@kom-pa.net
Telefono: 328 0714006

 L'appello con le adesioni aggiornate è pubblicato su http://www.kom-pa.net

 

 

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Lettera di Pietro Milazzo


Oggi, venerdí 26 settembre 2008, mi è stato notificato un avviso orale del Questore di Palermo che mi avverte, ai sensi dell'articolo 1, della legge 1423 27.12.56,la legge che regolamenta le misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza, che in base ai miei precedenti penali, per l'attivitá  politica e sociale svolta negli anni '70, aggiornata agli ultimi eventi (si cita il reato di violazione delle disposizioni su riunioni in luogo pubblico, relativo alla protesta durante il Festino a Luglio), si riscontra una condotta socialmente pericolosa.

 

L'avviso orale precede l'emissione di un provvedimento di prevenzione ai sensi dell'art.3 della predetta legge, che è la sorveglianza speciale della pubblica sicurezza.

INSOMMA il provvedimento che si applica ai mafiosi!||!

 

Io ho fatto presente agli ufficiali di ps che mi hanno notificato l'atto  che non solo sono orgoglioso e rivendico in pieno tutto quanto ho fatto in questi anni, ma  che ho tutta l'intenzione, pur nel fare opposizione a quest'anno repressivo ed intimidatorio( non tanto e non solo nei miei confronti), di proseguire sulla mia strada sino in fondo.

NESSUNA MISURA REPRESSIVA puó fermare la mia scelta di vita, razionale e viscerale.

Non sono e non voglio essere nè un eroe, nè un martire, ma solo un attivista sociale, come tanti altri, qui ed altrove, che crede nelle battaglie che conduce e se ne assume tutte le responsabilitá  e conseguenze-

 

>Credo che denunciare queste porcherie sia parte di una battaglia collettiva, non tanto per difendere me e la mia libertá , ma i diritti, la dignitá , la libertá  di tutte/i.

 

 PIETRO MILAZZO

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