News per Miccia corta

26 - 09 - 2008

In ricordo di Mauro Rostagno, vent`anni dopo

(Gruppoabele.org)

di don Luigi Ciotti

 

 


 

 

 

Mauro nasce a Torino, il 6 marzo 1942. I genitori lavorano alla Fiat. Ragazzo irrequieto e profondo, si lascia raggiungere dai fermenti dell'epoca, dal grande cambiamento sociale e culturale dell'Italia di quegli anni. Nel 68' lo troviamo a Trento, in quella facoltá  di sociologia che diventerá  un innovativo laboratorio d'idee. Poi è la volta dell'impegno politico e, alla fine degli anni settanta, della ricerca spirituale. Mauro si stabilisce per un periodo in India e poi torna in Italia, sempre sospinto dal quel nomadismo culturale e esistenziale che è bisogno di saldare il sapere alla vita, l'analisi della realtá  ai bisogni e ai sogni delle persone.
Nella comunitá  che fonda insieme a Chicca Roveri in Sicilia, luogo di accoglienza per persone tossicodipendenti ma non solo, porta la ricchezza delle sue esperienze ma anche la sua travolgente umanitá , la sua inestinguibile sete di impegno e di conoscenza: «noi non vogliamo trovare un posto in questa societá  – dirá  un giorno – ma creare una societá  in cui valga la pena di trovare un posto». L'impegno contro le mafie è il naturale frutto dell'amore per quella terra, troppo a lungo mortificata dai giochi criminali: «io mi sento siciliano piú di voi perché voi in questa terra ci siete nati, io l'ho scelta».
Riscoperta l'antica passione del giornalismo, s'impegna nell'emittente locale RTC. I suoi servizi restano un esempio d'informazione approfondita e coraggiosa. Un'informazione che sente la responsabilitá  della parola, che crede nella parola come strumento di conoscenza, di riscatto sociale, di giustizia. Mauro è morto perché non ha accettato di tacere: «io voglio avere la possibilitá  di guardare una persona negli occhi e dirgli di sí o di no con la stessa intensitá , e la mafia questo non te lo consente».
Ricordarlo, a vent'anni distanza – nella speranza che la riapertura delle indagini faccia finalmente luce sulle responsabilitá  dell'omicidio – è dire intensamente di sí a una memoria che non deve cessare di rivivere nel nostro impegno, nel nostro esserci, nella nostra sete di giustizia.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori