News per Miccia corta

22 - 09 - 2008

Capa, la vendetta dopo 70 anni è autentica la foto piú contestata

 

(la Repubblica, lunedí, 22 settembre 2008)

 

 

 

 


 

 

I soldati si stavano mettendo in posa: ma i franchisti li videro e di colpo aprirono il fuoco

 

 

 

ENRICO FRANCESCHINI

 




LONDRA

 

è un giallo politico-giornalistico che infuria da decenni: la celebre foto di un soldato repubblicano, colpito a morte dalle truppe franchiste durante la guerra civile spagnola, scattata da Robert Capa, probabilmente il piú famoso fotoreporter di tutti i tempi, è autentica o è una messa in scena? Dopo venti anni di ricerche, che hanno portato alla luce altre immagini di quella controversa giornata di battaglia, ora arriva un verdetto apparentemente definitivo: la fotografia è genuina. Chi pensava che Capa, sostenitore dei repubblicani e fieramente antifascista, l'avesse artefatta per ragioni propagandistiche, sbagliava. Quella icona del giornalismo dal fronte, forse l'immagine in assoluto che meglio di ogni altra fotografa la guerra, è dunque vera. A rivelarlo sono quaranta fotografie scattate nello stesso giorno, nello stesso luogo, scoperte dall'International Centre of Photography di New York, il centro fondato da Cornell Capa, fratello di Robert, che saranno esibite per la prima volta il mese prossimo alla Barbican Gallery di Londra e che il Sunday Times ha ieri in parte anticipato.

 

Gli elementi che fanno di The fallen soldier la piú bella foto di guerra sollevano anche i dubbi sulla sua autenticitá . L'immagine non fornisce informazioni sul posto esatto in cui è stata scattata. Nessun altro viene ritratto, a parte il soldato repubblicano, che cade all'indietro, allargando le braccia, abbandonando il fucile. Il suo viso non è riconoscibile. Non ci sono tracce di sangue o di ferite. E molti si sono chiesti come fece Capa a trovarsi accanto al soldato, proprio nell'attimo in cui lo trafisse una pallottola dei franchisti. Il fatto che si sappia che era il 5 settembre 1936, e che il soldato sia stato in seguito identificato come Borrell Garcia dal fratello, il quale confermó che fu ucciso proprio quel giorno e in quelle circostanze, non ha mai dissolto del tutto le controversie. Capa avrebbe potuto scattare la foto dopo l'uccisione del soldato, aiutato dalle forze repubblicane, utilizzando il cadavere per realizzare un'immagine perfetta per la propaganda antifranchista.

 

Ma i negativi adesso ritrovati smentiscono una tesi simile. Sono una quarantina di fotografie, scattate da Capa medesimo e dalla sua ragazza di allora, Gerda Taro, anche lei una fotoreporter di guerra. In una si vede un gruppo di soldati repubblicani. In un'altra si vede Garcia con un fucile in mano insieme ai suoi compagni, pochi minuti prima di cadere ucciso. Poi si vede un altro soldato ucciso dai cecchini franchisti, molto vicino a Garcia. Tutte insieme, afferma il catalogo della mostra alla Barbican Gallery, le immagini permettono una ricostruzione di quanto accadde. I repubblicani, approfittando di una pausa nei combattimenti, stavano simulando una scena di battaglia per Capa.

 

I loro movimenti attirarono l'attenzione del nemico, che pensó ad una sortita e aprí il fuoco. Capa aveva puntato l'obiettivo su Garcia e cosí, per caso, il suo dito fece "clic" mentre le pallottole lo falcidiavano. «Fu una coincidenza fortuita», dice al Sunday Times la curatrice della mostra, Cinthya Young, «Capa ebbe la fortuna di riprendere un momento cosí terribile e cosí emblematico della guerra».

 

Altre volte ebbe «fortuna», unita al coraggio di andare sempre in prima linea, nell'arco della sua formidabile carriera: sulle spiagge della Normandia, nel D-day, per esempio, quando scattó immagini indimenticabili, tuffandosi in mare insieme ai soldati americani durante lo sbarco; e in tanti altri conflitti in giro per il mondo. Robert Capa aveva soltanto 22 anni quel giorno della guerra civile spagnola: aveva spedito le foto all'ufficio di Life a Parigi, senza sapere se sarebbero mai arrivate, e anche per questo molti negativi andarono persi. Non smise di corteggiare la morte nemmeno in seguito, quando diventó una celebritá ; non smise nemmeno per Ingrid Bergman, con cui ebbe una tempestosa storia d'amore. Morí su una mina, in Vietnam, nel 1954, mentre seguiva dei soldati di pattuglia, anche allora con la macchina fotografica in mano.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori