News per Miccia corta

14 - 09 - 2008

De Luna: «Un passo avanti le parole di Fini ma ora la destra metta mano al suo album di famiglia»

 

(Liberazione, domenica, 14 settembre 2008)

 

 


 




Vittorio Bonanni




Alleanza Nazionale non ce la fa a smarcarsi dal proprio passato ma Gianfranco Fini non ci sta e tenta di rimettere ordine all'interno del proprio partito. «La destra si riconosca nei valori antifascisti - ha detto ieri il presidente della Camera per il quale - i resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini da quella sbagliata». Affermazioni forti, pronunciate ieri nel corso della festa di Azione giovane "Atreju 08", tanto da suscitare proteste dalla platea. Che senso dare peró a queste parole? Vanno interpretate come un ulteriore strappo rispetto al passato fascista della destra italiana o è solo un gioco delle parti, messo in atto da chi cerca di accreditarsi come il successore di Berlusconi? Abbiamo cercato di dissipare questi dubbi parlando di nuovo con lo storico Giovannni De Luna, giá  da noi interpellato pochi giorni fa in occasione dell'esternazione di Ignazio La Russa.

 

Professore, come interpreta le parole di Fini? Si tratta di un'affermazione sincera, finalizzata a fare chiarezza al proprio interno e a riaffermare i contenuti della svolta di Fiuggi, o soltanto di un ennesimo strappo destinato peró ad essere ricucito?

Preferisco pensare all'ipotesi piú ottimista, cioè che ci sia un reale convincimento alle spalle di questa affermazione. Me lo auguro per Fini ma me lo auguro soprattutto per questo paese. L'idea che finalmente ci si possa riconoscere nell'antifascismo come valore costitutivo della nostra Costituzione oltre che della nostra comunitá  nazionale sarebbe veramente il modo piú limpido possibile per uscire dal '900 e con quella chiarezza che si invoca da sempre. Voglio precisare che tutti i paesi hanno nel '900 delle fratture. La Francia ha avuto Vichy e poi ha scelto De Gaulle. Vichy fa parte della storia francese ma non è un elemento costitutivo dell'identitá  nazionale. De Gaulle sí, Vichy no, e questo lo hanno detto Mitterrand, Chirac, Sarkozy e tanti altri capi di stato di quel paese. Sia di destra che di sinistra. Se si arriva anche qui in Italia a riconoscere finalmente che l'antifascismo è la piattaforma costitutiva della nostra realtá  nazionale ovviamente io sono favorevole.

 

Solo luci in queste parole di Fini?

Certo che c'è anche della strumentalitá , un giocarsi questa partita anche per calcoli bassamente elettorali. Ma in questa fase è meglio non pensare a questi scenari. Bisogna prendere atto di questa affermazione valutandola sul versante della sinceritá  e non della malafede.

 

Resta il problema che An appare ancora oggi come un partito pieno di nostalgici anche nei suoi rappresentanti piú autorevoli...

Va innanzitutto precisata una cosa. Che se la sinistra ha esorcizzato il passato rimuovendolo, loro fanno di tutto in qualche modo per accreditarsi sul piano di un passato che non sia solo quello fascista. Colpisce sfavorevolmente peró il tentativo di riempire questo passato con una sorta di mosaico molto confuso e molto eterogeneo di elementi. Per cui da un lato intitolare le strade ad Almirante, dall'altro riconoscersi nell'antifascismo. Quello che non convince è come questi materiali del passato vengano accorpati con molta improvvisazione e superficialitá . Non c'è l'indicazione di un nuovo album di famiglia. Semplicemente dal vecchio album di famiglia si staccano delle figurine e se ne aggiungono delle altre. Non c'è una vera e propria rifondazione del proprio rapporto con il passato. Questa è la mia perplessitá  su An. Troppe contraddizioni, troppe eterogeneitá , troppi Alemanno che dialogano con la comunitá  ebraica e peró dicono che il fascismo è stato un fenomeno positivo. Insomma troppe cadute di questo genere. Se questa uscita di Fini in qualche modo prelude invece ad una chiarificazione netta in questa direzione ben venga.

 

Una presa di posizione del genere si colloca peró in un contesto nazionale che vede un'indifferenza nei confronti dell'antifascismo maturato anche a sinistra. Che cosa ne pensa?

Credo che queste parole possano fungere da stimolo anche per la sinistra a mettere mano al suo rapporto con il passato. Il riferimento di Veltroni a questa memoria privatistica, domestica, intimistica, fatta dalle testimonianze dei singoli è impressionante. Perché la memoria certamente va bene ma c'è pure la Storia. Bisogna avere a sinistra il coraggio di dire che cosa ereditiamo del '900, che cosa ci portiamo dietro. Ma non ci puó essere questo taglio netto con il passato. Capisco che per il Pd fare questi conti è molto difficile. Per gli ex democristiani significa fare i conti con De Gasperi, per gli ex comunisti con Togliatti e Berlinguer. Capisco che a quel punto la tentazione di dire "lasciamolo perdere questo passato" è molto forte. Ma nessun partito puó rinunciare ad un album di famiglia e ad una identitá  o almeno a dei filoni culturali ai quali fare riferimento. Spero che la sinistra colga l'occasione di questa sortita di Fini per poterlo fare.

 

A proposito di album di famiglia, ma se queste parole di Fini avranno un seguito, la destra a quale album dovrá  fare riferimento?

E qui nasce la mia perplessitá . Voglio capire che operazione faranno. Proprio perché anche loro dovranno mettere mano all'album di famiglia. Insomma largo Bottai lo teniamo o non lo teniamo? Questo sará  un po' il banco di prova sulla buona fede con cui queste parole sono state pronunciate.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori